ITALIANI ALL’ESTERO
Porta (Pd) sulla visita del Presidente del Consiglio
in Brasile
“Persa un’altra occasione per sapere le reali intenzioni
dell’esecutivo nei confronti delle collettività che vivono all’estero”
SAN PAOLO – Sul
numero di luglio della rivista italo- brasiliana “Insieme”saranno pubblicate
alcune considerazioni del deputato del Pd, eletto nella ripartizione America
Meridionale, Fabio Porta. Nell’articolo Porta evidenzia come il Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso dell’incontro con i rappresentanti delle
collettività italiana svoltosi presso
“Peccato, - scrive Porta - perché così facendo il capo del governo italiano ha perso un’altra importante occasione per esprimere le reali intenzioni sue personali e dell’esecutivo che dirige rispetto ad una delle più grandi risorse del nostro Paese: le collettività che vivono all’estero. A San Paolo come a Toronto l’unico riferimento agli italiani che vivono all’estero di Berlusconi è stato l’invito a trascorrere le vacanze in Italia per aiutare la nostra malconcia economia a riprendersi. Un po’ poco per una risorsa unica e straordinaria che sicuramente (e il Canada ed il Brasile erano due “casi tipo”) può offrire al nostro Paese molto ma molto di più che qualche giorno al mare o in montagna in compagnia dei lontani parenti. Una risorsa – prosegue Porta - che avrebbe bisogno di essere anzitutto conosciuta, quindi rispettata ed infine valorizzata; un impegno che passa dal serio riconoscimento del ruolo fondamentale del sistema di rappresentanza (Comites, Cgie, Parlamentari), da un adeguato investimento sulla diffusione della nostra lingua e cultura (e quindi soprattutto sulle giovani generazioni) e dalla piena tutela assistenziale e previdenziale dei cittadini più bisognosi, gli anziani in primo luogo”. Connazionali in stato di indigenza, che vivono prevalentemente nei paesi di residenza del Sud America.
Da porta viene
infine segnalato come la nostra rete diplomatico – consolare rischi di non essere
all’altezza, per quanto riguarda i servizi destinati alla nostra collettività
e le sfide poste all’Italia dalla globalizzazione, di un paese appartenente
al “G8”. (