MOSTRE
Dal 30 giugno al 12 settembre. Organizzata in collaborazione con Centro Internazionale
di Studi di Architettura Andrea Palladio
Al Palazzo Reale di Amsterdam una mostra celebra l’influsso
di Vincenzo Scamozzi sull'architettura del secolo d’oro olandese
AMSTERDAM - Un persistente luogo comune classifica tuttora
sotto il nome di Palladianesimo la rivoluzione architettonica
che cambiò il volto dell'Europa del Nord fra Seicento e Settecento, attribuendone
i meriti all'influsso del grande architetto vicentino Andrea Palladio (1508-1580).
Una grande mostra nel Palazzo Reale di Amsterdam "Perfection
in Proportion. The Legacies of Palladio and Scamozzi in the Golden Age"
vuole raccontare una storia diversa e mettere in luce l'influenza decisiva di
Vincenzo Scamozzi (Vicenza 1548-Venezia 1616) sull’architettura olandese della
cosiddetta Dutch Golden Age,
il momento d'oro dell'arte, scienza ed economia olandesi che, nel corso del
Seicento, raggiungono un’eccellenza senza rivali nel mondo.
Scamozzi fu probabilmente allievo di Palladio ma ben
presto giunge ad una propria visione dell'architettura, sorretta da una potente
visione teorica. Scamozzi diviene noto in Olanda attraverso il suo trattato:
l'Idea dell'Architettura Universale, stampato a Venezia nel 1615. Alla morte
sua morte, l'incisore e mercante di stampe fiammingo Justus
Sadeler acquistò infatti quasi 700 copie dell'Idea,
diffondendole sia a Venezia, dove aveva la propria bottega, sia ad Anversa con
cui manteneva frequenti contatti. Fu qui che Rubens se ne procurò una copia
nel giugno del 1617.
A partire dal terzo decennio del Seicento architetti
come Jacob van Campen, Pieter Post o Justus Vingboons, adottarono l'Idea di Scamozzi come manuale teorico
e pratico dell'architettura classica, che a partire dal 1640 cominciò a circolare
attraverso un gran numero di versioni ridotte e ristampe. Il Dutch Classicism si fondò completamente
sulla lezione scamozziana, ignorando le pagine dei
Quattro Libri dell'Architettura che Palladio aveva dato alle stampe nel 1580.
Un successo che si spiega con la particolare affinità
tra i principi di moderazione e rigore propugnati da Vincenzo e gli ideali dei
facoltosi mercanti e funzionari governativi olandesi, principali committenti
di edilizia residenziale del tempo. Come scrisse uno dei principali uomini politici
del tempo, Constantijn Huygens:
"L'architettura può essere appresa al meglio da Scamozzi, il più capace
e colui che meglio osserva le proporzioni".
Significativamente, la mostra è ospitata nella più importante
architettura dello "Scamozzianesimo olandese":
il palazzo Reale di Amsterdam, originariamente progettato da Jacob Van Campen
nel 1648 come palazzo municipale della città. Attraverso disegni originali,
dipinti, modelli antichi e di ricostruzione provenienti da Italia, Gran Bretagna
e Olanda, la mostra presentati i grandi edifici dello "scamozzianesimo"
olandese, dalla Mauritshuis al Noordeinde
dell'Aia di Jacob Van Campen e i palazzi e le ville
degli altri grandi architetti olandesi, da Pieter
Post a Philips Vingboons.
La mostra costituisce l'evento di riapertura del Palazzo
Reale di Amsterdam, oggetto di un esteso e accurato restauro. E' curata dal
professor Konrad Ottenheim, dell'Università di Utrecht,
il massimo esperto di architettura olandese del Seicento. Ottenheim ha sviluppato le proprie ricerche sul tema all'interno
del Centro internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, collaborando
alle mostre vicentine Palladio e il Nord Europa (1999) e Vincenzo Scamozzi (2003)
e ad un memorabile convegno nel dicembre 2005, presieduto dal decano degli studi
scamozziani, Franco Barbieri, che costituisce la base
teorica della presente mostra.
La mostra è organizzata dal Palazzo Reale in collaborazione
con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza.
Sarà inaugurata martedì 29 giugno alle ore 16.30 da Sua Altezza Reale