ITALIANI ALL’ESTERO
Silvio
Berlusconi a San Paolo
Fabio Porta (Pd): “Dodici domande al presidente
del Consiglio”
ROMA - Il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il 28 e 29 giugno è a San Paolo per una visita ufficiale in Brasile.
“In America Meridionale - ricorda Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella ripartizione del sub continente e residente in Brasile - vivono oltre cinquanta milioni di italo-discendenti, una collettività enorme che ha in San Paolo la sua capitale ‘virtuale’. Questa comunità attende da anni risposte a piccole e grandi rivendicazioni, ma soprattutto si aspetterebbe di essere maggiormente valorizzata e quindi rispettata dal governo italiano”.
Per questo Fabio Porta, vice presidente del Comitato permanente sugli italiani all’estero della Camera dei Deputati, insieme al Pd del Brasile e a tanti esponenti della società civile e politica italiana e italo-brasiliana, ha riproposto al presidente Berlusconi alcune domande su altrettante questioni che attendono precise risposte da parte del governo italiano.
Qui di seguito le dodici domande al presidente
del Consiglio dei ministri.
1. Il Parlamento ha approvato, su proposta
del suo governo, un decreto legge che proroga di ulteriori due anni (dal 2010
al 2012) le elezioni per rinnovare gli organismi di rappresentanza di base degli
italiani all’estero, i Comites e il Cgie. Questa proroga si aggiunge a quella di un anno
approvata un anno fa: il risultato sarà la delegittimazione e la mortificazione
di questi importanti organismi, che avrebbero invece un vitale bisogno di rinnovamento,
a partire dall’inserimento delle giovani generazioni di italiani nel mondo.
Il governo intende proseguire in questa politica
di proroghe e nel sostegno di proposte di legge che diminuiscono il numero e
i poteri dei Comites o si impegna a sostenere la rappresentanza degli italiani
nel mondo ridando forza e un ruolo preciso a tali organismi?
4. Presso
5. La grave riduzione dei finanziamenti per i corsi di lingua e cultura italiane all’estero penalizza una richiesta di “italianità” che negli ultimi tempi era in espansione e delude le aspettative delle nuove generazioni. Il Governo si impegna a interrompere la spirale discendente dei finanziamenti in questo campo e a ritornare almeno al livello raggiunto nell’ultima Finanziaria approvata dal Governo di centrosinistra?
6. I tagli delle ultime due Finanziarie stanno contenendo severamente le possibilità operative dei Centri di cultura, che dovrebbero essere, come quelli di nostri partner europei, gli avamposti culturali del Paese in aree di interesse strategico. Quali impegni il Governo assume per mettere gli Istituti di cultura nelle condizioni di svolgere efficacemente il loro ruolo? Per l’America Latina, in particolare, l’oscillazione dei cambi spesso taglia ulteriormente le risorse destinate alla loro attività. Perché il Governo non adotta un sistema di bilanciamento congiunturale, in modo che gli Istituti possano programmare la loro attività sulla base di risorse certe?
7. I tagli previsti dalle due ultime leggi finanziarie hanno colpito, come si diceva, l’assistenza diretta degli italiani all’estero e in modo particolare l’assistenza sanitaria. I nostri connazionali residenti in America Latina da tempo chiedono invece di dare continuità e valorizzare gli interventi volti a garantire agli italiani indigenti la necessaria copertura sanitaria tramite assicurazioni sanitarie e altre forme di assistenza laddove se ne verifichino le condizioni: un sistema sanitario locale insufficiente e la contemporanea disponibilità di società di assicurazione a condizioni adeguate. Cosa intende fare il suo Governo per venire incontro a queste legittime e impellenti richieste?
8. Sono decenni che lo Stato italiano promette l’istituzione di un assegno di solidarietà a favore degli italiani in stato di grave indigenza residenti in America Latina. Nessun Governo tra tutti quelli che si sono succeduti ha mai finora mantenuto le promesse. Non crede che sia arrivato il momento di dire una parola certa garantendo vitale sostegno ai propri cittadini costretti ad emigrare che vivono oggi in condizione di indigenza?
9. La protezione sociale dei nostri emigrati è certamente una delle priorità che il Governo dovrebbe affrontare in America Latina. Perché non viene approvato l’accordo di sicurezza sociale con il Cile e non vengono rinnovati gli accordi con il Brasile e l’Argentina oramai datati e inadatti a garantire una più equa ed efficace tutela previdenziale?
10. L’accordo contro le doppie imposizioni fiscali tra Italia e Brasile nella parte che riguarda le pensioni è scritto in maniera ambigua ed è ha creato difficoltà interpretative alle autorità competenti. Paradossalmente, infatti, tutti i pensionati italiani residenti in Brasile i quali fanno valere un reddito da pensione superiore ai 5000 dollari vengono tassati due volte, prima alla fonte dal fisco italiano (sulla quota eccedente tale cifra) e poi nel Paese di residenza. Nonostante continui appelli e proteste, l’Italia non ha ancora superato questa forma di vessazione fiscale. Cosa intende fare il Governo per accogliere le giuste rivendicazioni dei nostri pensionati in Brasile?
11. I pagamenti delle pensioni dell’Inpdap in Brasile sono ancora oggi caratterizzati da procedure farraginose, ritardi, cambi penalizzanti, commissioni esose. Perché non è stato ancora possibile utilizzare anche per i pensionati italiani dell’Inpdap in Brasile il metodo dell’accredito diretto su conto corrente bancario in loco?
12. Il colpo che
si è assestato all’unico strumento di presenza informativa all’estero, RAI Italia,
eliminando dalla Convenzione del Governo con