EDITORIA
Più risorse e nuovi criteri di sostegno per i giornali
italiani all’estero
Lo chiedono al governo con un’interrogazione i deputati
eletti all’estero del Pd Bucchino, Porta, Farina, Fedi, Garavini e Narducci
ROMA - “Più risorse, nuovi criteri di sostegno e controlli più efficaci per la stampa italiana all’estero. Questo è quanto abbiamo chiesto al governo con un’interrogazione firmata, oltre che da me, dai colleghi Porta, Farina, Fedi, Garavini e Narducci”. Gino Bucchino, deputato eletto nella ripartizione America settentrionale e centrale, spiega così l’iniziativa sulla situazione dei giornali in italiano che animano le comunità di origine assunta in questi giorni dai deputati del Pd eletti all’estero.
Si tratta di un’interrogazione nella quale gli esponenti democratici chiedono al governo di “ancorare il sistema dei controlli più che al criterio della tiratura, spesso non veritiera, a quello della diffusione, come richiesto per altro dal Cgie e dalle risultanze del convegno che negli scorsi mesi si è tenuto a Montreal proprio sulla stampa italiana all’estero”. “Naturalmente, la condizione fondamentale per la creazione di un sistema di sostegno più realistico ed efficace è che vi siano le risorse necessarie per realizzarlo, - aggiunge Bucchino - reintegrando subito le già scarse dotazioni previste in Finanziaria, dimezzate di recente dal governo, anzi aumentandole”.
Per il deputato
Pd “nessuno può onestamente negare la funzione di coesione che la stampa italiana
realizza nelle nostre comunità e l’impegno di collegamento con l’Italia, soprattutto
in una fase in cui quattro milioni di cittadini italiani sono chiamati a eleggere
i propri rappresentanti in Parlamento”. “Nonostante la nuova serie di tagli
contenuti nella manovra in discussione al Senato, non trascureremo questa ulteriore
occasione per sottolineare di fronte alla maggioranza e al governo che l’informazione
per gli italiani all’estero rappresenta uno strumento strategico – conclude
Bucchino - che riguarda, prima ancora che le nostre comunità, la stessa proiezione
dell’Italia nel mondo”. (