INFORM - N.122- 24 giugno 2010


MONDIALI DI CALCIO IN SUDAFRICA

Da “la Repubblica.it”

Lippi: "E' tutta colpa mia"

Il ct si assume tutta la responsabilità della disfatta azzurra: "Se una squadra si presenta in questa maniera ad un appuntamento decisivo, vuol dire che non è stata preparata bene"

 

Marcello Lippi non cerca scuse dopo la clamorosa disfatta con la Slovacchia: "Mi prendo tutte le responsabilità, se una squadra si presenta in questa maniera, con il terrore, senza personalità, vuole dire che il tecnico non l'ha preparara a dovere. Mi dispiace da morire chiudere così. Per tutti gli sportivi italiani, per il presidente, per la federazione, per tutto".

Nel dettaglio della gara: "Non mi aspettavo che la squadra si esprimesse come ha fatto nel primo tempo. lasciamo perdere la reazione del secondo. Mi dispiace, ripeto, tutto pensavo meno che questo. Non pensavo di rinvincere il Mondiale, ma qualcosa di diverso da quello che ho visto sì". Ad un giornalista ugandese che gli chiede dei perchè del suo ritorno e dell'esclusione di Totti: "L'ho spiegato spesso ai giornalisti italiani, magari in Uganda le mie spiegazioni non sono arrivate..."

Nel dettaglio tecnico, si parla del tardivo inserimento di Quagliarella: "Potevo mettere prima un altro, un altro ancora, ma il problema non è quello. Il problema è che non sono riuscito a presentare una squadra in grado di esprimersi, ma ero assolutamente convinto della bontà delle scelte". Il futuro personale: "Mi fermo qualche mese, poi a mente fredda farò delle valutazioni"

Stavolta il gruppo non ha funzionato: "Non sono riuscito a creare la giusta miscela. Avevo sentore della disfatta? No, se avessimo confermato anche contro la Slovacchia il livello delle prime due partite probabilmente ce l'avremo fatta. Stamattina avevo detto ai giocatori 'Finalmente è arrivato il Mondiale', era arrivato il momento del destro o fuori ed ho sbagliato a creare presupposti psicologici che evidentemente non erano quelli giusti, visto che la squadra non ha fatto niente". (la Repubblica.it, 24 giugno 2010)

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