INFORM - N.122- 24 giugno 2010


IMMIGRAZIONE  

Dossier Eurispes-Telefono Azzurro “Bambini e adolescenti: un quadro degli ultimi 10 anni”

La percezione dell’“altro”

 

ROMA –Presentato oggi a Roma il dossier “Bambini e adolescenti: un quadro degli ultimi 10 anni” realizzato dall’Eurispes e dal Telefono Azzurro.

Uno degli aspetti indagati riguarda il rapporto di bambini e adolescenti con lo straniero, “l’altro”, il “diverso” da sé o quello che come tale è stato loro descritto dagli adulti.

Nel 2002, è emerso come tra i bambini ci sia una netta maggioranza che non ha pregiudizi nei confronti degli stranieri (il 27,4% ritiene siano una fonte di nuove conoscenze e il 24,5% che siano come gli italiani), mentre “solo” il 19,2% crede siano pericolosi, e il 24,4%, infine, non ha alcun interesse nei loro confronti. Tra gli adolescenti, invece, è maggiore la percentuale che identifica lo straniero con il pericolo (22,3%), cui si aggiunge una quota pari al 16,7% che sposa il luogo comune secondo cui gli immigrati tolgono il lavoro agli italiani, leggermente inferiore il numero di ragazzi che li equipara ai propri connazionali (20,5%). L’11,2%, infine, considera gli stranieri una fonte di arricchimento culturale e il 20,2% predilige il fatto che gli consentano di conoscere nuovi stili di vita.

Nel 2003, il questionario ha teso invece ad indagare la percezione emotiva nei confronti degli stranieri. Bambini e adolescenti provano soprattutto curiosità (rispettivamente 51,4% e 59,7%), mentre sono i più piccoli a guardare con maggiore fiducia ai coetanei di nazionalità diversa (23,7% rispetto a 6,9%), un dato che trova riscontro nel numero di intervistati che ha indicato “diffidenza” come risposta (4,2% e 8,4%). I bambini in particolare sono ben disposti verso i loro compagni stranieri nella quasi totalità dei casi (solo il 3,6% ne è impaurito), mentre tra gli adolescenti c’è una percentuale considerevole (16,7%) che prova indifferenza. Bambini e adolescenti sono incuriositi soprattutto dalla lingua (rispettivamente nel 39,8% e nel 33,9% dei casi) e dalla storia (28,8% e 20,5%) delle altre culture. I più grandi, tuttavia, sono attratti in numero maggiore dalla musica (16,3% contro 8,4%), dall’abbigliamento (9,8% a 6,1%) e dalla cucina (9,2% a 7,2%).

Nel 2005 sono stati posti ai giovani quesiti più specifici, iniziando con il chiedere come le Istituzioni dovrebbero comportarsi con i cittadini stranieri che giungono nel nostro Paese. I bambini ritengono in prevalenza (52,8%) che gli immigrati debbano essere accolti e debbano avere gli stessi diritti dei cittadini italiani (convinzione mostrata solo dal 31,6% degli adolescenti), e solo nel 9,9% dei casi che debbano essere allontanati dal territorio nazionale (a fronte del 22,2% dei più grandi). Gli adolescenti, infine, condizionano in numero maggiore (28,2% rispetto al 13,8% dei più piccoli) l’accoglienza degli stranieri alle reali necessità del Paese. Complessivamente, il 60,1% dei più piccoli e il 64,2% degli adolescenti si sono dichiarati abbastanza o del tutto favorevoli all’eventualità che un parente o un amico si sposi con un immigrato proveniente da un paese povero.

Nel 2006, a tre anni di distanza dalla prima indagine, il sentimento dominante nei confronti dell’“altro”, pur in misura minore, è ancora la curiosità (40,3% e 31,6%), seguita nei bambini dalla simpatia (19,6%) e negli adolescenti dall’indifferenza (17,8%). Tra quest’ultimi, inoltre, si inserisce (opzione non prevista nel 2003) l’interesse (14,8%), ma cresce la percentuale di chi indica l’odio e il disprezzo (4,9% a fronte dell’1% di tre anni prima). Il numero di chi si approccia con diffidenza ai cittadini stranieri, infine, rimane sostanzialmente immutato (4,1% e 8,5%). Sempre nel 2006 si è cercato di analizzare quanto la presenza di alunni stranieri sia diffusa sul territorio nazionale, chiedendo direttamente agli studenti se nella loro classe ci fosse un cittadino di nazionalità non italiana e quanto si fosse integrato. Dalle risposte fornite emerge che nel 50% circa delle classi ci sia o ci sia stato un alunno straniero e che nella maggior parte dei casi (37% tra i bambini e 31,7% tra gli adolescenti) si sia integrato subito nella classe. Tuttavia, i dati evidenziano che circa il 10% ha avuto difficoltà (7,3% e 4,5%), non è riuscito a socializzare con i compagni (1,1% e 3%) o ha smesso di frequentare prima del tempo (2,5% e 2,7%).

Nel 2008 un quesito simile è stato posto solo ai bambini, cercando anche di quantificare il numero di alunni stranieri per classe. Tra i più piccoli, a distanza di due anni, è aumentata la presenza straniera al punto che solo il 35,6% dei bambini indica “nessuno” come risposta (nel 2006 era stato il 48,1%), mentre il 19,1% scrive “uno”, il 12,6% indica “due”, il 4,1% “tre”, il 4,6% “quattro” e, con la percentuale maggiore, il 21,2% dichiara di frequentare una classe con più di quattro alunni stranieri. Gli stessi bambini, ritengono, nel 66% dei casi, che un ragazzo giunto in Italia da un altro paese prima di trovarsi bene a frequentare la scuola faccia fatica, nell’8,3% che riesca ad ambientarsi in classe con difficoltà e solo nel 12,5% che si trovi bene fin da subito. I bambini, infine, hanno con i compagni stranieri rapporti di amicizia (54,8%) e simpatia (12,6%) o, ancor più naturalmente, si basano solo sulla loro personalità (il 17% dice che dipende dai casi). (Inform)

 

 


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