INFORM - N.122- 24 giugno 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Unione Italiana: è ufficiale, gli italiani in Croazia e Slovenia hanno eletto Furio Radin presidente e Maurizio Tremul presidente della Giunta esecutiva

 

FIUME – E’ ufficiale e definitivo: la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia ha eletto Furio Radin a presidente dell’Unione Italiana e Maurizio Tremul. a presidente della Giunta esecutiva della stessa Unione Italiana. Ottenendo 6.003 voti complessivi, la loro lista, “Orgoglio Italiano”, si è imposta sull’altra lista, “L’Unione per la Comunità”, di Silvano Sau e Orietta Marot, che ha riportato 4.402 preferenze. “Oggi ho firmato i decreti di nomina, che partiranno dopo la conferenza stampa”, ha dichiarato ieri ai giornalisti Stefano Lusa, presidente della Commissione elettorale centrale dell’UI. Formalizzato, dunque, l’esito delle consultazioni del 13 giugno scorso per il presidente dell’Unione Italiana e della Giunta esecutiva, nonché per il rinnovo dell’Assemblea dell’UI. Lunedì scorso la Commissione ha preso in esame il ricorso presentato da Danilo Božič sul voto alla Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola, come pure la richiesta, inviata al Comitato di controllo, di rivedere i verbali delle commissioni elettorali circoscrizionali. Il verdetto? Tutto regolare: dopo un’attenta verifica dei verbali pervenuti, non sono state riscontrate anomalie di sostanza (la Commissione ha comunque provveduto a integrare e correggere alcuni dati relativi all’affluenza e al computo di schede bianche e nulle, che talvolta venivano accorpate). Nulla di nuovo rispetto a quanto già scritto nelle settimane precedenti: confermati, quindi, i dati resi noti già all’indomani dell’uscita alle urne.

A proposito delle osservazioni mosse dalla lista “L’Unione per la Comunità” sull’utilizzo, da parte della “rivale”, “Orgoglio Italiano”, di informazioni su indirizzi e recapiti telefonici dei connazionali aventi diritto, Stefano Lusa ha categoricamente escluso qualsiasi “fuga” di informazioni di questo tipo dalla Commissione elettorale centrale. “Anche se non è stata fatta alcuna accusa esplicita alla Commissione, per evitare qualsiasi tipo di speculazione, ci tengo a precisare che nessun dato, nessun elenco elettorale è derivato dalla Commissione elettorale centrale. Del resto, abbiamo consentito a entrambe le liste di consultare tali elenchi, ma nessuno è venuto a vederli”, ha tagliato corto Lusa.

Ieri, all’incontro con i mass media, nella sede dell’Unione Italiana di Palazzo Modello, Stefano Lusa ha distribuito e illustrato una relazione finale di nove pagine sulle elezioni del 13 giugno scorso; materiale articolato in una serie di punti, che passa al vaglio del Comitato di controllo, dell’Assemblea, del presidente e del capo dell’Esecutivo UI. Che cosa emerge da questo (relativamente) corposo ed esauriente documento? Innanzitutto che le elezioni sono state preparate correttamente e non è stato riscontrato nulla di irregolare. La domenica del voto, incaricati della Commissione hanno visitato i seggi di Bertocchi, Crevatini, Capodistria, Isola (“Pasquale Besenghi degli Ughi” e “Dante Alighieri”), Pirano (Strugnano), Buie, Crassiza, Levade, Salvore, Castelvenere, Momiano, Sterna, Grisignana, Matterada, Verteneglio, Villanova, Cittanova, San Lorenzo-Babici, Umago, Fasana, Sissano, Gallesano, Dignano, Pola, Valle e Rovigno. Il 15 giugno l’osservatore di lista Danilo Božič ha presentato ricorso denunciando irregolarità nel voto alla CI “Dante Alighieri” di Isola. La Commissione elettorale centrale, chiarito il caso con la Commissione elettorale circoscrizionale, e tenendo conto dei rilievi mossi dal proprio osservatore, che il giorno del voto ha fatto tappa ai seggi di Isola, ha valutato che non sussistevano gli estremi per la ripetizione del voto. Il ricorso è stato girato al Comitato di controllo.

”Con molta soddisfazione posso annunciare che è finita. Siamo riusciti a chiudere queste elezioni”. Tira un sospiro di sollievo, Lusa, ora che ha esaurito un compito certamente non facile, ma che comunque lo ha gratificato, anche sul piano personale. “È stato divertente essere, per un periodo, la persona più importante del mondo CNI – ha commentato scherzosamente, aggiungendo poi serio: “Sono contento di aver potuto ricoprire questo ruolo, di aver potuto essere al servizio della Comunità e offrire il mio contributo, pur non ricoprendo alcun incarico istituzionale”. Ringraziamenti a tutti i collaboratori, in primo luogo ai dipendenti del Servizi amministrativi dell’Unione Italiana, soprattutto a Romina Gruber, che si è fatta carico di una grossa mole di lavoro, quindi a Marin Corva, a tutti i presidenti e membri delle commissioni: un “ingranaggio” che ha assorbito oltre trecento persone. Il tutto ha funzionato in modo più che egregio. Una sfida non indifferente, di grande responsabilità, tenendo conto che, per la prima volta nella sua storia, la CNI ha affrontato le elezioni dirette. Forse non ci rendiamo conto appieno della portata di questo evento. Non siamo uno Stato, né un comune, ma siamo l’unica associazione di cittadini che ha scelto i propri vertici con elezioni dirette”. Un macchinario imponente, dunque, che ha ingranato anche grazie all’apporto del “predecessore” di Lusa, Tatiana Petrazzi. “Ha imposto delle regole ferree alle CI e ci ha insegnato le modalità con le quali si fanno bene le elezioni”, ha riconosciuto Lusa.

Le incongruenze

Nonostante queste considerazioni generali, la prassi ha portato a galla alcune incongruenze, cui sarebbe opportuno porre rimedio. La prima riguarda lo scadenzario elettorale, i cui termini hanno ostacolato l’operato della Commissione elettorale centrale. Quest’ultima doveva, infatti, convalidare le candidature per il presidente dell’UI e della Giunta esecutiva entro il 20 maggio, ma le CI avevano l’obbligo di consegnare gli elenchi elettorali appena il 24 maggio. Proprio per questo alle Commissioni elettorali circoscrizionali è stato chiesto di anticipare tale consegna.

In secondo luogo, l’attuale Regolamento elettorale e lo Statuto dell’UI non definiscono la questione dei ricorsi, non chiariscono i tempi entro cui devono essere inoltrati e nemmeno in quali casi sono di competenza della Commissione elettorale centrale e in quali casi invece del Comitato di controllo. Non sono definiti nemmeno i termini della loro risoluzione e nemmeno non è stabilito se bloccano, o meno, la proclamazione dei risultati.

Inoltre, un’altra questione importante è quella concernente l’autonomia finanziaria della Commissione elettorale centrale. Quest’anno è insorto il problema della presunta mancata copertura finanziaria delle spese, il che, ad esempio, ha comportato un ritardo di alcuni giorni nella stampa delle schede elettorali e nella loro distribuzione. Non è stata regolata nemmeno la faccenda del finanziamento per le liste che partecipano alla campagna elettorale. “Si potrebbe concedere a ogni lista una determinata cifra o assegnare un indennizzo per ogni voto ottenuto, oppure ancora escludere tassativamente qualsiasi finanziamento da parte dell’UI”, ha rilevato Lusa.

Come far funzionare meglio il complesso sistema in futuro? La propositività non manca. Lusa ha suggerito la nomina “centralizzata”, a livello di Commissione elettorale centrale, dei presidenti delle varie Commissioni circoscrizionali come strumento che faciliterebbe le comunicazioni. Sarebbe inoltre oltremodo utile la stesura di un elenco elettorale centralizzato dell’UI. “Ciò porterebbe automaticamente all’esclusione della possibilità di doppio voto per coloro che potrebbero esere iscritti in due CI. Il possesso di un elenco elettorale unico consentirebbe alla Commissione elettorale centrale di procedere direttamente all’invio degli inviti al voto. Al momento, infatti – ha spiegato ancora Lusa –, non si può avere la certezza che tutte le commissioni elettorali circoscrizionali abbiano provveduto a spedirlo e nemmeno che siano state seguite modalità uniformi della spedizione e nei contenuti del testo”.

In relazione all’affluenza – si è recato alle urne il 28,48 per cento degli aventi diritto al voto –, Lusa non se l’è sentita di condividere appieno le critiche sulle cifre basse. “Su 37.662 persone iscritte negli elenchi elettorali si sono recati a votare 10.727 connazionali. Non è poco, sfido chiunque, tra le associazioni dei cittadini, a raggiungere risultati migliori”. Come aumentare la partecipazione? Lusa risponde prontamente: “Invito al voto rivolto dalla Commissione elettorale centrale a tutti gli elettori e consentire il voto anticipato”.

E per concludere, un contributo al dibattito in corso sull’opportunità di riformare, riducendola, l’Assemblea di Unione Italiana. “Visto il vincolo che impedisce, a chi corre per i massimi vertici dell’UI di candidarsi anche per l’Assemblea, ci siamo permessi, in maniera invero un po’ ardita, di partecipare con una riflessione sull’opportunità di assegnare dei seggi ai candidati sconfitti, che superino una certa soglia. Ciò consentirebbe una maggiore strutturazione politica della minoranza e non escluderebbe dall’Assemblea quelli che probabilmente sarebbero i leader naturali dell’opposizione”.

La Commissione elettorale centrale dell’Unione Italiana era composta da Stefano Lusa (Isola), quale presidente, nonché Fiorella Campagnola (Umago) e Nicolò Sponza (Rovigno) quali membri; con sostituti Elena Bubola (Crevatini), Romina Gruber (Fiume) e Fiorella Lasič (Pola).

Nel Comitato generale di controllo delle elezioni UI sono stati invece nominati Oskar Skerbec (Fiume), quale presidente, Marin Corva (Fiume) e Sergio Settomini (Capodistria), quali membri; Elena Bernich (Umago), Sandro Kravanja (Pirano) e Franco Cerin (Pola), quali sostituti. (Ilaria Rocchi-La Voce del Popolo, 24 giugno/Inform)

 

 


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