ASSOCIAZIONI
Toth (Anvgd) sui tremila studenti della maturità che
hanno scelto il tema storico sulle Foibe
“I giovani prima di parlare vorrebbero saperne di più.
Ma troppo poco hanno saputo dai libri di testo su questo argomento”
ROMA – “È sempre un grande segnale che la scuola italiana abbia voluto chiedere ai candidati alla maturità, tra gli altri temi di grande interesse come quello riguardante Primo Levi, anche la vicenda delle Foibe e dell’esodo degli italiani autoctoni dalla Venezia Giulia”. Inizia così la nota del presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Lucio Toth sulla scelta di inserire fra i temi dell’esame di stato anche una traccia sul dramma delle Foibe.
“La percentuale
relativamente bassa di chi ha affrontato l’argomento – prosegue Toth cercando
di spiegare le motivazioni che hanno spinto gli studenti a privilegiare solo
in parte questa traccia storica - non si discosta molto da quelle degli anni
precedenti in materia di storia. I giovani prima di parlare vorrebbero saperne
di più. È troppo poco hanno saputo dai libri di testo. Inoltre i giovani hanno
anche paura della storia, perché la cattiva politica se l’è mangiata, strumentalizzandola
a destra e a sinistra. Certamente, se si deve parlare soltanto di stragi e di
eccidi, anche le foibe si confondono con le tante stragi italiane, molte delle
quali rimaste misteriose e impunite. Se invece la pulizia etnica degli italiani
della Venezia Giulia e della Dalmazia tra il 1944 e il 1954 si inserisce nel
contesto della storia dell’Italia unita, allora sì che un giovane preparato
e coraggioso potrebbe affrontarlo senza timore, perché andrebbe dal Risorgimento,
interrotto con la conquista di Roma del 1870 che lasciava fuori
“La proposizione
comunque della traccia per la maturità – aggiunge il presidente dell’ Anvgd
augurandosi che questa scelta sia da sprone per ulteriori studi storici -
diventa quindi uno sprone ad approfondire la vasta tematica che questa
tragica vicenda propone per la stessa unità del Paese per la sua responsabilità
verso l’Europa sud-orientale che giustifica gli interventi positivi dell’Italia
democratica nei Balcani negli ultimi vent’anni. L’ignoranza della storia e della
geografia, - conclude Toth complimentandosi con i ragazzi che si sono cimentati
sul tema delle Foibe - ormai caratteristica delle nostre scuole, rende incomprensibile
anche il presente. Sono lodevoli, per questo, quei tremila ragazzi che comunque
ne sapevano qualcosa”.(