INFORM - N. 122 - 24 giugno 2010


ITALIA–SAN MARINO

Dal Consiglio d’Europa un invito al confronto per risolvere i problemi di natura economica e fiscale sorti tra i due Paesi

Anche il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna evidenzia i danni che un mancato accordo provocherebbe per i lavoratori frontalieri

 

SAN MARINO –  Venti componenti dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa hanno sottoscritto un documento in cui si biasima la mancanza di dialogo fra Italia e San Marino che inasprisce problemi di carattere economico nei rapporti tra i due Paesi, emersi in particolare sul piano fiscale.

La dichiarazione, pubblicata sul sito ufficiale del Consiglio d’Europa, reca la firma di esponenti parlamentari di Francia, Paesi Bassi, Cipro, Azerbaidjan, Irlanda, Monaco, Ungheria, Regno Unito, Islanda, Serbia, Svizzera, Belgio e Austria, unitamente a quella del consigliere sammarinese Marco Gatti.

In essa si auspica un incontro tra i due Paesi, in particolare tra i rispettivi ministri delle Finanze, prima dell’entrata in vigore, il 1° luglio, del Decreto incentivi varato dal governo italiano, provvedimento che – si legge in una nota curata da Sergio Barducci per il sito della Radio e Televisione sanmarinese – complicherà di fatto tutti gli scambi commerciali fra i due Stati.

La preoccupazione investe anche le conseguenze che tali dinamiche potrebbero avere sull’occupazione dei lavoratori frontalieri, che dall’Emilia Romagna ogni giorno passano il confine sanmarinese. A segnalare il problema una risoluzione presentata all’assemblea legislativa regionale dell’Emilia Romagna, a firma dei consiglieri Marco Lombardi (Pdl) e Roberto Piva (Pd), che invita il presidente Errani a far presente al governo italiano la necessità di chiudere in tempi brevi il confronto con San Marino, per evitare il rischio della perdita del posto di lavoro per migliaia di emiliano-romagnoli.

Riconoscendo la necessità di provvedere ad una migliore definizione delle condotte finanziarie e giuridiche nei rapporti con San Marino, la risoluzione dà atto al governo sanmarinese di aver dato prova di aderire ad una completa revisione di tali rapporti. Un suo eventuale inserimento nella Black list dei Paesi con un regime fiscale privilegiato “avrebbe conseguenze devastanti per l’economia sana della Repubblica, che potrebbe trovarsi costretta a ridurre notevolmente la propria forza lavoro, penalizzando in primo luogo i 6mila frontalieri che in gran parte risiedono nelle province di Rimini e di Forlì-Cesena – si legge nella risoluzione. “La necessità di proseguire nella lotta alle pratiche che possono agevolare l’evasione fiscale – si ricorda - non deve mettere in pericolo l’occupazione di migliaia di cittadini italiani”. (Inform)


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