CAMERA DEI DEPUTATI
Ripreso alla Commissione Affari Costituzionali il dibattito
sulla riforma della cittadinanza
Saranno richiesti ulteriori dati al ministero dell’Interno
sull’iter burocratico per l’attribuzione della cittadinanza ai minori stranieri
nati in Italia
ROMA – Dopo una breve pausa, dovuta allo svolgimento di un’indagine conoscitiva sulla materia, è ripreso alla Commissione Affari Costituzionali della Camera il dibattito sulle proposte di legge di riforma della cittadinanza. La seduta si è aperta con l’intervento del presidente della Commissione Donato Bruno che ha ricordato come lo scorso 22 dicembre l’Assemblea di Montecitorio abbia deliberato, dopo lo svolgimento della discussione generale, di rinviare il provvedimento in I Commissione, ai fini di un maggior approfondimento del testo.
Dal canto suo il deputato del Pd Andrea Saburri ha sottolineato come dalle recenti audizioni delle varie associazioni sia emersa con forza la questione dell’attribuzione della cittadinanza ai minori. Un aspetto ignorato dal testo sottoposto all’approvazione della Commissione. Pierluigi Mantini (Udc) ha invece posto l’attenzione sulla necessità di avviare un confronto costruttivo sui tempi e le condizioni per l’acquisizione della cittadinanza da parte degli immigrati e sul tema dello ius soli temperato.
A seguire la relatrice Isabella Bertolini ha proposto di chiedere al ministero dell’Interno ulteriori dati sull’iter burocratico relativo all’attribuzione della cittadinanza ai minori che nascono in Italia, una volta raggiunti i requisiti previsti dalla legge. Dalla Bertolini è stata inoltre rilevata l’esigenza di approfondire ulteriormente l’eventuale coordinamento fra la normativa per l’acquisizione della cittadinanza con gli strumenti introdotti dalle nuove leggi in materia di immigrazione, come ad esempio “l’accordo per l’integrazione”, che prevede test sulla conoscenza della lingua e della cultura civica, contemplato dalla normativa sul “pacchetto sicurezza”. “Occorre comprendere – ha concluso la relatrice - il funzionamento nella realtà dei nuovi strumenti previsti dalla legge e svolgere, di conseguenza, un ulteriore riflessione per evitare duplicazioni”.
Nel proseguo del dibattito sia il presidente della Commissione Donato Bruno che il deputato dell’Italia dei Valori David Favia hanno sostenuto l’esigenza di portare avanti gli approfondimenti proposti dalla relatrice, purché però questo possa avvenire in tempi brevi. Favia ha inoltre segnalato la centralità nella discussione del disegno di legge di alcuni argomenti come l’introduzione dello ius soli temperato e la concessione della cittadinanza agli immigrati che giungono in Italia in età molto giovane e agli stranieri maggiorenni residenti nel nostro paese. Un caso, quest’ultimo, che, per il deputato dell’Idv, necessiterebbe di una abbreviazione dei tempi previsti dalla legge, attualmente ci vogliono almeno 10 anni, per la concessione della cittadinanza.
Anche Luciano Dussin (Lnp) ha condiviso le richieste di approfondimento
prospettate dalla relatrice. Il deputato della Lega Nord ha inoltre rilevato
come a tutt’oggi l’attribuzione della cittadinanza con maggiore facilità ai
minori immigrati o a chi nasce nel territorio italiano, equivalga all’attribuzione
della cittadinanza anche ai genitori. In tale caso, infatti, per questi soggetti
non sarebbe possibile l’espulsione in caso di reato. Alla luce di ciò, secondo
Dussin, appare chiaro come attraverso argomentazioni di carattere emotivo si
stia cercando di coinvolgere i cittadini su un tema che invece necessita di
grande attenzione ed approfondimento. (