ITALIANI ALL’ESTERO
Da
“Il Punto”,
Nino Ricci, scrittore
Il suo primo viaggio in Italia gli ha cambiato
profondamente la vita, segnando il suo futuro di letterato. Dalla sua opera
“Le vite dei Santi” è tratta una fiction con
ROMA - Il ritratto
ospitato nella rubrica “
"Avevo dodici
anni quando visitai il Molise. Quel viaggio cambiò letteralmente la mia vita:
per la prima volta capii il mondo dei miei genitori e la sua complessa cultura”.
Inizia con questi ricordi il racconto di Nino Ricci, nato a Leamington, in Canada,
nel 1959. Già ai tempi del liceo era una celebrità perché divorava libri e scriveva
storie a ritmi da primato, “ma ad impressionare era più che la qualità, la quantità”.
Un amore per la letteratura instillato dalla sorella e che l’ha portato ad essere
uno degli scrittori italo-canadesi più apprezzati e tradotti nel mondo. Due
le lauree a supporto di questa passione, in Letteratura Inglese presso
Nel 1990, con Lives of the Saints ottiene il Books in Canada First Novel Award e il Betty Trask Award in Inghilterra; prima opera della trilogia composta da In a Glass House (1993) e Where She Has Gone (1997) raccolte in La terra del ritorno. Ma alla domanda quale sia la filosofia di questa trilogia, risponde: “Non sono sicuro che si possa individuare una filosofia o un messaggio nei miei romanzi. Credo che la letteratura esplori le complessità dell’essere uomini. L'esperienza dell'emigrazione mostra molte complessità: l'identità, la casa, la terra madre e così via, e mi ha offerto un'ampia tela su cui lavorare. Sono stato anche colpito dai vari miti come la terra promessa, il viaggio epico e dal sentimento che alla fine dell’esodo c’è una terra perduta cui ognuno mira di ritornare, come Ulisse dopo la guerra di Troia. Nei romanzi cerco di esplorare le dinamiche familiari e sociali, l'interrelazione tra religione e immaginazione, cerco un conflitto, in Vite la tensione tra l'individuo e la moralità sociale, in Where she was gone l'amore familiare e quello sessuale”.
Da Le Vite dei
Santi, tradotto in 15 lingue, è stata tratta una fiction trasmessa da Mediaset,
con Sophia Loren come protagonista e Sabrina Ferilli. “Il personaggio della
Loren ne
Nino Ricci scrive in inglese ma le sue opere sono impregnate di radici italiane “cui sono profondamente grato perché mi hanno consentito un accesso alla cultura italiana che va ben oltre le nozioni, una cultura che mi arricchisce immensamente e allarga i miei orizzonti e la mia umanità. Allo stesso tempo sono grato al mio essere canadese perché qui avverto una libertà che non credo sia possibile altrove. E come sempre, cerco di attingere le mie influenze dovunque e di essere consapevole dei molti fili che si legano insieme per creare un'identità”.
Tra i suoi ultimi lavori, Testament con cui ha vinto il Trillium Book Award 2002. Oggi è immerso nella sua prossima opera, un romanzo su uno scrittore di successo di 50 anni che va incontro a una crisi di mezza età, “ma - precisa - non è una storia autobiografica”. (Giovanna Chiarilli – Il Punto/Inform)