INFORM - N. 118 - 18 giugno 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana”

Continentale America Latina del CGIE: condannata l'assenza del governo

Si è conclusa con una riunione con l’ambasciatore Guido La Tella nella sede diplomatica italiana a Buenos Aires, la prima giornata dell’assemblea continentale dell’America Latina del CGIE

 

BUENOS AIRES - La seduta, convocata con lo scopo, tra l’altro di ribadire l’opposizione del CGIE e dei Comites dell’area al decreto che ha deciso il rinvio delle elezioni per il rinnovo di questi due organi di rappresentanza degli italiani all’estero, è iniziata però ventiquattro ore dopo che la norma è diventata legge, con la sua approvazione al Senato.

“Una decisione che dimostra ‘mancanza di attenzione’ non solo nei confronti del CGIE, ma anche e soprattutto di tutti gli italiani all’estero”, ha detto il vicesegretario del CGIE per l’America Latina Francisco Nardelli. Una “mancanza di rispetto”, l’ha ridefinita il consigliere CGIE del Perù Canepa. Una decisione presa nel quadro di una politica disastrosa, ha rincarato la dose il deputato del MAIE Ricardo Merlo, nell’intervento di chiusura della prima giornata.

La continentale del CGIE si tiene a Buenos Aires, presenti in questa occasione molti tra i presidenti dei Comites elettivi del continente latinoamericano e praticamente tutti i consiglieri dell’area, tra i quali anche Luigi Pallaro. Nel suo intervento di apertura Nardelli ha voluto sottolineare la sua presenza, ricordando “la presenza del sen. Pallaro, anche nella sua veste di presidente della FEDITALIA”, sia come dimostrazione della partecipazione unitaria delle rappresentanze delle collettività italiane dell’America Latina, sia perché di fronte ai tagli fino quasi all’azzeramento dei fondi, l’associazionismo sarà chiamato a svolgere un ruolo sempre maggiore nel mantenere viva l’italianità, come fu all’inizio dell’emigrazione quando praticamente non c’erano legami con lo Stato italiano, ha spiegato l’ing. Nardelli.

Il vicesegretario del CGIE aveva cominciato la sua relazione leggendo la notizia dell’approvazione della legge per il rinvio delle elezioni di Comites e CGIE e una lettera del presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato Giuseppe Firrarello, comunicando che nessun senatore poteva essere presente alla continentale dell’America Latina. Assente anche il direttore per le politiche Migratorie e per gli italiani all’Estero della Farnesina, min. Carla Zuppetti, che ha inviato un saluto.

Nardelli quindi sottolineava la completa assenza di rappresentanti del governo.

Il vicesegretario ha detto che è in atto uno svuotamento delle istanze degli italiani all’estero, che dimostra come minimo una mancanza di attenzione nei nostri riguardi, definendo il rinvio delle elezioni, un attacco alle nostre strutture di rappresentanza, ricordando che le leggi esistono e che prevedono scadenze che devono esser rispettate.

Nardelli ha detto che in nessun modo possono essere giustificati i tagli dei fondi per l’assistenza agli emigrati anziani che versano in situazione di grave disagio, sostenendo che questo governo ha preso la decisione di allontanarsi dagli italiani all’estero, per cui sarà sempre più importante il ruolo delle associazioni, come lo fu all’inizio dell’emigrazione.

Infine ha invitato le istanze di rappresentanza – Comites, CGIE e parlamentari eletti all’estero – ad esprimersi in forma unitaria, invitando deputati e senatori eletti all’estero a lavorare insieme, ricordando di rappresentare gli italiani all’estero prima dei partiti di appartenenza.

In apertura dei lavori hanno rivolto un saluto ai presenti il consigliere dell’Ambasciata italiana a Buenos Aires Alessandro Modiano, il console generale d’Italia a Buenos Aires Giancarlo Curcio e dei deputati Ricardo Merlo (MAIE) e Fabio Porta (PD).

Quest’ultimo ha detto che i deputati eletti all’estero credono nell’importanza di Comites e CGIE e, visto che è stato deciso il rinvio delle elezioni fino a fine 2012, anche contro il parere delle rappresentanze degli italiani all’estero, ha auspicato che la riforma delle leggi rafforzi i poteri di questi due organi. Che consenta ai Comites di essere sempre più rappresentativi e al CGIE di essere sempre di più anello di congiunzione molto più legato al territorio, dando maggior peso al lavoro delle commissioni e in maggior contatto con i Comites e lavorando a fianco degli Intercomites.

L’on. Porta ha detto che sono organi essenziali per i parlamentari eletti all’estero, specialmente in un continente vasto come l’America Latina.

In riferimento ai tagli, ha detto che anche se è importante risparmiare e far quadrare i conti dello Stato, specialmente in una situazione di crisi come quella che sta vivendo l’Europa, i tagli non devono essere indiscriminati, specialmente se si considera che i magri fondi per gli italiani all’estero “non sono quelli che fanno il risanamento dello Stato, ma sono investimenti di sviluppo, di crescita e di opportunità per il nostro Paese”.

Porta ha detto che non si capisce il senso del rinvio delle elezioni di Comites e CGIE e che se succedesse qualcosa del genere con qualsiasi organo elettivo in Italia, qualcuno griderebbe al “golpe”. Il fatto che non faccia scandalo, ha spiegato, dimostra che ancora in Italia non considerano uguali gli italiani all’estero e quelli in patria. Quindi ha auspicato che maggioranza e opposizione lavorino insieme nell’agenda degli italiani all’estero.

Da parte sua l’on. Merlo ha ricordato che un anno fa il CGIE si era riunito per dibattere sui tagli, per i quali il governo aveva chiesto comprensione. “Ci dicevano che dovevamo fare uno sforzo, e tagliarono il 60%!”, ha ricordato. “Qui c’è un responsabile di quello che sta succedendo, ha detto, ed è il capo del governo, Silvio Berlusconi”. L’on. Merlo ha criticato le politiche di aggiustamento messe in atto dal governo Berlusconi, sostenendo che sono alla base della caduta del Pil italiano di oltre 5 punti, dell’aumento dell’indebitamento pubblico, del disavanzo fiscale e della disoccupazione.

Merlo ha invitato le varie istanze di rappresentanza degli italiani all’estero, a cominciare dal CGIE a darsi una strategia comune per affrontare una politica del governo Berlusconi nei confronti degli italiani nel mondo “disastrosa”.

Si sono registrati altri interventi, come quelli di Maria Rosa Arona, presidente della commissione Sicurezza sociale, che ha definito il rinvio una mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni e ricordando che le strutture che ci rappresentano sono frutto di battaglie decennali, ha detto che “siamo dentro al sistema politico italiano, non possono farci uscire quando vogliono loro”.

Filomena Narducci, CGIE Uruguay, ha ricordato che Rai 3 aveva dato la notizia in Italia dell’uscita dei consiglieri del CGIE quando iniziò il discorso del sottosegretario Mantica, durante l’ultima assemblea a Roma. Ha invitato quindi a studiare la possibilità di un gesto clamoroso nell’ambito di questa continentale, in modo da richiamare l’attenzione del governo e dell’Italia, nei nostri confronti. (Tribuna Italiana, 18 giugno/Inform)

 


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