INTERVENTI
Una
riflessione di mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes
20 Giugno: Giornata Mondiale del Rifugiato
ROMA -
In questi ultimi anni sono stati notevoli i cambiamenti normativi e procedurali nell’ordinamento giuridico italiano in materia di immigrazione e di asilo, grazie anche alla partecipazione attiva dei principali enti di tutela con una consolidata esperienza nel settore - come Caritas Italiana e Fondazione Migrantes - e al Tavolo Asilo coordinato dall’UNHCR.
Riguardo le statistiche in materia di protezione, si può osservare che nel corso degli anni rispetto alle richieste di asilo, il numero di pareri favorevoli al diritto di protezione umanitaria è progressivamente cresciuto rispetto a quello dello status di rifugiato: per il 2005 su 20.055 domande esaminate, 4.355 i richiedenti hanno avuto il diritto alla protezione umanitaria, 940 lo status di rifugiato e 7.285 hanno visto rigettata la propria domanda. Tale situazione si presenta in modo analogo nel 2006 e nel 2007 anche se con una diminuzione sostanziale delle domande. Nel 2008, anno dell’exploit delle domande presentate (30.145), sono stati 1.806 i riconoscimenti dello status e 2.236 le persone con protezione umanitaria e per la prima volta, 6.312 le persone con protezione sussidiaria riconosciuta, figura che ha contribuito - insieme anche ad altri fattori - ad una diminuzione delle persone che usufruiscono di protezione umanitaria. Nel 2009, infine, il numero complessivo di domande ha conosciuto un significativo decremento, tornando a livelli poco superiori agli anni precedenti. Per quanto riguarda le decisioni, il numero di riconoscimento dello status di rifugiato è aumentato (2.113), mentre è diminuito leggermente quello relativo alla protezione sussidiaria (4.487) e umanitaria (2.143).
I dati comunque dimostrano con chiarezza quanto la figura giuridica della protezione umanitaria, alternativa allo status di rifugiato prima, ed oggi alla protezione sussidiaria internazionale, sia risultata funzionale al sistema di asilo che, altrimenti, non avrebbe potuto essere pienamente applicato.
L’agenzia Onu per i rifugiati ha ricordato che “il respingimento indiscriminato non può essere adottato come misura per contrastare l'immigrazione irregolare via mare” anche perchè, si aggiunge, “tale pratica va a minare la fruibilità del diritto di asilo in Italia come si evince dal drastico calo delle domande d'asilo pervenute nel 2009 (circa 17mila e cinquecento, a fronte delle oltre 31mila nel 2008)”. Riguardo al numero dei rifugiati in Italia l’Unhcr stima che in Italia ve ne siano meno di 50 mila, “mentre - si sottolinea - in altri paesi dell'Unione Europea si passa dai 600 mila della Germania ai 300 mila del Regno Unito”.
Diventa importante,
allora, allargare ogni forma di protezione umanitaria che possa affrontare il
dramma di milioni di persone in movimento perché costretti da situazioni drammatiche,
evitando di abbandonare queste situazioni in due modi: o rifiutando l’incontro
respingendo le persone o abbandonandole in situazioni di impossibilità di tutela
della stessa vita oltre che dei diritti fondamentali (il caso di rimpatri in
Libia da parte dell’Italia o in Afganistan da parte della Gran Bretagna). Ogni
forma di abbandono dovrebbe essere fortemente contestato culturalmente e politicamente.
(Mons Giancarlo Perego*-Migranti press/
* Direttore generale della Fondazione Migrantes