CGIE
Vancouver
10-12 giugno 2010
Il Documento Finale della Commissione
Continentale Paesi Anglofoni Extraeuropei
VANCOUVER -
I presenti hanno
espresso con forza l’unanime protesta contro il secondo rinvio delle elezioni
di Com.It.Es. e CGIE, che costituisce un grave vulnus al requisito primario
dell’esercizio della democrazia, vale a dire quello di adire alle elezioni al
termine del mandato naturale di qualsiasi organismo di rappresentanza e non
hanno escluso l’ipotesi che il CGIE possa lanciare un referendum per l’abrogazione
della norma di rinvio delle elezioni alla fine del 2012.
“I cittadini italiani all’estero costituiscono
una realtà fondamentale per l’internazionalizzazione dell’Italia, sono partecipi
dell’esigenza di austerità che accomuna l’Italia al resto del mondo e vogliono
continuare a contribuire alla crescita e al benessere della madrepatria, come
hanno sempre fatto, specie in periodi di catastrofe (Sicilia, Friuli, Irpinia,
L’Aquila). A questo scopo devono essere messi in condizione di aiutare l’Italia
non soltanto subito, ma anche negli anni a venire.
Lo smantellamento di politiche essenziali quali
la promozione della lingua e la cultura italiana, i servizi consolari, la stampa
periodica all’estero e l’attenzione alle giovani generazioni, insieme alla negazione
dei diritti di democrazia con il secondo rinvio del rinnovo dei Comites e del
CGIE, crea una situazione di emergenza per le comunità residenti all’estero.
Con
L’immediata indizione delle elezioni per il
rinnovo di Comites e CGIE;
La revisione concertata delle leggi istitutive
di Comites e CGIE successiva alle riforme istituzionali;
La cancellazione dei devastanti tagli ai contributi
per l’insegnamento della lingua e della cultura, per la stampa periodica, strumenti
principe per la crescita economica internazionale dell’Italia e per il recupero
delle giovani generazioni;
La garanzia del personale, delle sedi e dei
servizi consolari esistenti, già troppo pochi nei nostri Paesi di enormi distanze,
di distribuzione capillare delle comunità e di crescente presenza di interessi
industriali, economici, culturali e commerciali dell’Italia”.
Fra le altre azioni
suggerite dalla Commissione c’è quella di chiedere al presidente del CGIE, ministro
Franco Frattini, senza intermediazione alcuna, quali sono le politiche del Governo
per gli italiani all’estero. Per converso, da parte della Commissione c’è l’impegno
ad aprire il dibattito, insieme ai Comites e alle giovani generazioni, sull’impostazione
delle linee di intervento per il futuro, in modo da creare i presupposti per
indire al più presto
La Commissione
rigetta in toto l’impianto della riforma Tofani, prima di tutto perché essa
cancella la funzione di rappresentanza delle comunità italiane all’estero da
parte del Consiglio generale, esclude
In merito all’esercizio del diritto di voto in loco per i cittadini italiani all’estero, la Commissione fa suo il documento approvato dal CGIE nella Plenaria di aprile, sul quale propone di sollecitare eventuali suggerimenti ed integrazioni da parte dei Comites, dei giovani e delle associazioni.
La Commissione stigmatizza la perdurante scarsa partecipazione ai suoi lavori della quasi totalità dei parlamentari eletti nelle sue ripartizioni, nonché il disinteresse dimostrato dalla maggior parte dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero verso l’importante incontro al Senato con gli organismi europei omologhi al CGIE. A tali mancanze la Commissione auspica che si possa ovviare mediante la creazione di un momento istituzionale di incontro e la definizione delle modalità di un più stretto raccordo del CGIE con tutti i parlamentari eletti all’estero, sollecitando una loro costante partecipazione diretta.
Per l’ennesima volta la Commissione si oppone fermamente alla chiusura dei Consolati di Adelaide e Brisbane in Australia, di Durban in Sud Africa, e di Detroit e Filadelfia in USA per le palesi ragioni di opportunità di maggiore internazionalizzazione dell’Italia in questo momento di grave crisi economica.
Ribadisce che l’investimento nell’insegnamento di lingua e cultura italiana costituisce finanziamento di attività in favore dell’Italia, chiede che invece di tagli indiscriminati si proceda alla verifica ed all’eliminazione degli sprechi.
Fanno parte integrale
del presente documento finale i due ordini del giorno, le due mozioni e la raccomandazione
approvati nel corso della seduta e allegati. (