SENATO
Elezioni Comites e CGIE: l’Assemblea approva il
rinvio alla data ultima del 31 dicembre 2012. Respinto emendamento per limitare
la proroga al 30 giugno 2011
Claudio Micheloni (Pd): “Manca
dialogo costruttivo da parte del Governo”
Il senatore eletto nella ripartizione Europa lascia agli
atti il documento finale della riunione continentale CGIE di Francoforte
ROMA - In occasione della discussione del disegno di
legge 2209 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 aprile
2010, n. 63, recante disposizioni urgenti in tema di immunità di Stati esteri
dalla giurisdizione italiana e di elezioni degli organismi rappresentativi degli
italiani all'estero) già approvato alla Camera (v.
“Oggi - ha affermato Micheloni
- presentiamo un emendamento con cui chiediamo di fissare la data entro cui
svolgere le elezioni per il rinnovo dei Comites al
30 giugno
Micheloni ha quindi portato nell'Aula del Senato
le richieste avanzate lo scorso 29 maggio a Francoforte durante la continentale
del CGIE. In quella occasione, anche i Comites e le
Associazioni in Europa avevano fortemente manifestato davanti alla sede del
Consolato locale il loro “no” ad un ulteriore rinvio del rinnovo di Comites e CGIE.
Il sen. Micheloni ha poi motivato
le ragioni di un “no” al rinvio che equivale ad un ultimo atto che vede i nostri
connazionali all'estero fortemente penalizzati dalla delicata situazione economica
che ha portato a drastici tagli in tutti i settori: “Stanno scomparendo i corsi
di lingua e cultura per i discendenti degli italiani all'estero, assistiamo
alla riduzione dell'assistenza ai pochi che in America Latina si trovano in
gravi difficoltà; si sta inoltre massacrando la rete e i servizi consolari.
Gli organismi di cui parliamo - ha voluto sottolineare Micheloni
- sono Comitati eletti a suffragio universale, formati da persone che fanno
volontariato puro e che non costano nulla allo Stato”.
Pur apprezzando il lavoro del relatore nel chiedere di
arrivare alle elezioni subito dopo la conclusione dell'iter di riforma, Micheloni ha chiesto “certezze” considerato che da qualche
tempo si registra una sorta di mancanza di dialogo costruttivo, di ascolto,
da parte del Governo e del Ministero degli Affari Esteri, “tutte le proposte
portate in Aula per conto dei Comites e del mondo
dell'associazionismo italiano non hanno mai trovato accoglienza e possibilità
di dialogo”. Pur non sottovalutando i reali problemi, il senatore Micheloni ha voluto rimarcare che non è necessario affrontare
la questione solo ricorrendo a drastici tagli considerato che si possono ottenere
importanti risultati anche con una forte azione tesa ad ottimizzare i costi.
“"Abbiamo portato un solo esempio in Commissione
esteri: il Consolato generale di Zurigo da anni ha sede in un immobile che costa
al Ministero degli Affari Esteri più di 400.000 euro l'anno d'affitto quando
in quella stessa città sono possibili soluzioni diverse, a partire dall'utilizzo
di immobili del demanio italiano”.
A conclusione del suo intervento, il sen. Micheloni ha chiesto di lasciare agli atti il documento finale
della riunione continentale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
tenutasi a Francoforte il 29 maggio 2010 “perché di quella assemblea, come di
quella di Vancouver per l'America del Nord o quella di Buenos Aires in corso
in questi giorni, sulla stampa, sui media italiani non c'è traccia. Probabilmente
nessuno in Senato è stato informato del fatto che le comunità italiane nel mondo
si sono mobilitate e organizzate con molto sacrificio, anche personale. Ringrazio
gli italiani che fanno volontariato in questi Comitati e che si sono riuniti
nei tre principali continenti per esprimere il loro disaccordo sulla politica
portata avanti nei confronti delle comunità all'estero, compresi questi rinvii
indiscriminati”.
L'emendamento non è stato approvato. (