ASSOCIAZIONI
In Alto Adige la cerimonia per i 60 anni di attività
sacerdotale di Don Italo Tonidandel, cappellano dei minatori abruzzesi in Val
Ridanna
Un’iniziativa a cui ha partecipato una nutrita delegazione
della Libera Associazione Abruzzesi del Trentino
BOLZANO –
Alla funzione religiosa, che si è svolta presso la chiesa parrocchiale di Fai della Raganella, paese di origine di Don Italo – come riporta una nota in proposito diffusa dall’Associazione abruzzese, - hanno partecipato il sindaco di Racines Sebastian Helfer, il sindaco di Fai della Paganella, Gabriele Tonidandel, il direttore del Museo delle Miniere Herman Scholzhorn, i consiglieri del sodalizio abruzzese trentino Antonietta Lavillotti, Eustacchio Carfagnini e Franco Carfagnini, figli di minatori abruzzesi di Scanno.
Al termine, Franco Carfagnini ha rivolto un saluto anche a nome dei familiari dei minatori morti sul lavoro o per le malattie contratte nel corso della loro attività, da Manoppello, a Scafa, San Valentino, Scanno, Anversa, Bugnara, Villalago e Pratola Peligna, rivolgendo a Don Italo parole di ringraziamento per il servizio reso, non solo a carattere religioso, ma quale punto di riferimento anche per il riconoscimento dei loro diritti. “Un sacerdote che non solo ha incarnato a pieno il suo ministero, - ha detto Carfagnini - ma lo ha superato con l’azione concreta e con l’esempio”.
Anche il presidente Sciullo della Rocca ha ricordato l’impegno del sacerdote, a fianco dei minatori per insegnare loro a leggere e scrivere, dal momento che molti di essi, - prima pastori, contadini e operai, - erano analfabeti.
L’incontro si
è concluso con la lettura dei messaggi augurali inviati da don Carlo Rotolo
e Patrizio Giammarco, parroco e sindaco di Scanno Don Carlo. Avanzata per il
futuro la proposta di un gemellaggio tra il comune di Racines sede delle miniere
e il Comune di Scanno località da dove provenivano una gran parte dei minatori
e degli ingegneri che hanno lavorato a Monteneve. (