INFORM - N. 117 - 17 giugno 2010


MANOVRA FINANZARIA

Bucchino (Pd) su pensioni, indebiti pensionistici e campagna Red

 

ROMA – Gino Bucchino, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, segnala alcune novità previste dal decreto legge n°78, che verrà discusso in Parlamento in queste settimane, riguardanti pensioni e dunque diritti e doveri in relazione ad esse a carico dei connazionali all’estero.

Prima e più importante modifica, l’allungamento dell’età pensionabile “talvolta consistente – fa notare Bucchino – e che interessa anche i residenti all’estero”. “La “pensione più lontana”, sia di vecchiaia che di anzianità, interesserà chi matura i requisiti a partire dal 2011. Nulla cambia per coloro i quali maturano invece i requisiti entro il 2010: continueranno ad andare in pensione con le decorrenze (finestre) attuali. Con l’abolizione delle finestre attuali e l’introduzione dell’unica finestra mobile, la nuova decorrenza per le pensioni di vecchiaia e di anzianità dei lavoratori dipendenti è fissata 12 mesi dopo il momento in cui si raggiungono i requisiti, - spiega Bucchino - mentre quelle dei lavoratori autonomi è fissata 18 mesi dopo il momento della maturazione dei requisiti. Quindi rispetto alle norme vigenti i lavoratori dipendenti andranno in pensione dai 7 ai 9 mesi più tardi mentre i lavoratori autonomi la maggiore attesa varierà dai 10 ai 12 mesi”.

“In pratica l’età pensionabile per la vecchiaia dei lavoratori dipendenti, che rappresentano la quasi totalità dei pensionandi italiani all’estero – rileva l’esponente Pd - sale a 66 anni per gli uomini e 61 per le donne”.

Per Bucchino il danno riscontrabile per gli italiani all’estero sarebbe allora duplice: “Non solo viene allungata l’età pensionabile ma non sono previste quelle clausole di salvaguardia che si applicano ai lavoratori italiani residenti in Italia; infatti in Italia – prosegue l’esponente Pd - quasi tutti coloro che restano senza pensione per un anno non resteranno senza lavoro perché la legge ha esteso la tutela fino alla decorrenza del trattamento di vecchiaia prevedendo che il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore fino al momento in cui si apre la finestra per l’accesso alla pensione. Il lavoratore italiano all’estero invece al compimento, per esempio, del 65mo anno di età (o 60mo per le donne) dovrà probabilmente cessare il lavoro ma non potrà ottenere la pensione italiana se non un anno dopo”. Bucchino ricorda inoltre che “la manovra infligge un duro colpo anche ai lavoratori che potranno far valere 40 anni o più di contributi i quali andranno in pensione 12 mesi (dipendenti) o 18 mesi (autonomi) dopo la maturazione dei requisiti”.

La manovra finanziaria introduce poi una nuova disposizione sul recupero degli indebiti contributivi e pensionistici. “Viene introdotto – segnala il deputato - il meccanismo dell’espropriazione forzata (relativa a beni mobili, immobili ed eventuali crediti) nei confronti di chi non restituisce l’addebito. Il compito sarà affidato a un agente della riscossione che, si presume, assolverà ai suoi compiti con molto rigore. L’eccezionale novità interesserà quasi certamente anche i pensionati italiani residenti all’estero, dal momento che il legislatore non fa distinzione tra italiani residenti in Italia e italiani residenti all’estero”. “In questo caso la distinzione sarebbe stata necessaria – prosegue Bucchino - perché gli indebiti che si sono costituiti a carico dei pensionati italiani residenti all’estero (decine di migliaia) non sono quasi mai riconducibili a dolo ma sono dovuti esclusivamente a causa dei ritardi e della sporadicità da parte dell’Inps nell’effettuare le rilevazioni reddituali all’estero relative a prestazioni collegate al reddito e percepite dagli italiani all’estero. Si tratta insomma di indebiti costituitisi a causa delle disfunzioni dell’Inps che si accorge solo dopo alcuni anni di aver erogato a pensionati residenti all’estero prestazioni non dovute”.

“Con la nuova legge la scure dell’esattore si potrà abbattere sugli immobili posseduti in Italia da poveri pensionati (titolari di prestazioni collegate al reddito e quindi poveri) residenti all’estero – avverte l’esponente Pd - i quali hanno investito i loro risparmi nell’abitazione in Italia e assolutamente incolpevoli, e a volte ignari, della loro situazione di debitori verso l’Inps. Quindi se da una parte il metodo dell’espropriazione forzata può avere una sua logica contro gli evasori contributivi in Italia, dall’altra diventa un atto di ingiusta vessazione contro i pensionati italiani residenti all’estero”.

La manovra finanziaria rivede poi il sistema delle verifiche reddituali riguardo le prestazioni per le quali sussiste l’obbligo di compilazione del modello RED. “Saranno quindi interessati – precisa Bucchino - anche i pensionati italiani residenti all’estero anche se sarebbero opportuni i chiarimenti dell’Inps in questa materia perché il legislatore impianta regole e modifiche pensando agli italiani residenti in Italia per i quali le rilevazioni reddituali non comportano particolari difficoltà applicative e procedurali”. “Viene stabilito dalle nuove norme – aggiunge - che il periodo di riferimento circa i redditi da comunicare agli enti che erogano le prestazioni in questione è quello dell’anno solare precedente (non rilevano più quindi quelli prodotti nell’anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno con validità fino al 30 giugno dell’anno successivo). La nuova disposizione avrà ovviamente efficacia a partire dal 2011. La nuova norma stabilisce inoltre che in caso di mancata comunicazione dei redditi nei tempi e nelle modalità stabilite dagli enti erogatori, questi ultimi potranno procedere alla sospensione delle prestazioni collegate al reddito nel corso dell’anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Inoltre qualora entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la comunicazione dei redditi, si potrà procedere alla revoca in via definitiva delle prestazioni collegate al reddito e al recupero (eventualmente con l’espropriazione forzata) di tutte le somme erogate indebitamente”.

Per Bucchino, anche in questo caso “sono doverosi e necessari i chiarimenti dell’Inps sull’applicabilità ai pensionati italiani residenti all’estero delle nuove norme relative alle rivelazioni reddituali”. (Inform)


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