CONVEGNI
All’Università
“Alla ricerca delle radici: emigrazione, discendenza,
cittadinanza”
Rappresentanti di istituzioni, politici e studiosi si
confrontano sulle dinamiche migratorie e gli aspetti giuridici della cittadinanza.
Fra gli interventi quelli di Franco Narducci e Franco Danieli
ROMA – Si è tenuto
oggi a Roma, alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università
A determinare
l’iniziativa, come ha segnalato avviando i lavori Ester Capuzzo, storica dell’ateneo
– curatrice del convegno insieme alla geografa Flavia Cristaldi – il decennale
della legge n. 379 che consente il riconoscimento della cittadinanza italiana
alle persone nate e già residenti nei territori appartenenti all’Impero austro-ungarico,
annessi al Regno d’Italia alla fine della Prima guerra mondiale, ed ai loro
discendenti. “Una norma che offre spunti di riflessione interessanti in merito
al fenomeno migratorio e consente di collegare immediatamente, per uno studio
adeguato del tema, discipline differenti come storia e geografia – ha rilevato
“Si tratta di
un’emigrazione a lungo considerata marginale – aggiunge
A completare i saluti di rito, l’intervento del rettore della Sapienza Luigi Frati, del pro-rettore Antonello Biagini, che si è soffermato sul ruolo del Risorgimento nel percorso di costituzione dell’identità nazionale italiana, il preside della Facoltà di Lettere e filosofia, Franco Piperno, che ha segnalato l’attualità degli argomenti trattati, il direttore del Dipartimento di Scienze dei segni, degli spazi e della cultura, Paolo Di Giovane e il vice presidente del Comitato di Storia del Risorgimento di Roma, Vincenzo Pacifici.
Nella sessione
dedicata ad “Emigrazione e istituzioni” è intervenuto il vice presidente della
Commissione Affari Esteri della Camera Franco Narducci (vedi
Per Narducci, è indispensabile riprende in Parlamento il dibattito sulla normativa in materia di cittadinanza, affinché essa possa essere rivista e riformata ad ampio raggio, non solo per quanto concerne i nostri residenti all’estero. “Credo che il nostro Paese debba prendere in considerazione la necessità di adeguarsi ai cambiamenti imposti dalla globalizzazione – ha aggiunto il parlamentare - contemplando nel proprio ordinamento sia lo ius sanguinis che lo ius soli, riconoscendo dignità di cittadini agli italiani che per vari motivi hanno perso la cittadinanza e accogliendo le persone straniere che si sentono italiani perché hanno scelto il nostro Paese quale luogo di vita, vi hanno intessuto relazioni lavorative ed affettive e ne condividono i principi costituzionali”.
Per il Mae il consigliere politico del Sottosegretario Scotti, Raffaele Celentano, ha riassunto brevemente le caratteristiche della diaspora italiana all’estero e illustrato le funzioni degli organismi di rappresentanza espressi da questi connazionali, Comites e Cgie. “I riconoscimenti di cittadinanza italiana connessi alla norma 379 sono stati ad oggi 20.000 – ha aggiunto, - e altrettante sono le pratiche ancora in trattazione”. Celentano ha infine auspicato che la memoria dell’emigrazione italiana possa giovare in misura più incisiva all’approccio legislativo con cui si fa fronte oggi all’immigrazione in Italia.
Franco Danieli, già vice ministro degli Affari Esteri nel governo Prodi, ha rimarcato la mancanza da parte delle istituzioni e della politica “di una prospettiva strategica con cui guardare agli italiani nel mondo”, un “elemento fortemente critico” a cui si associa “il drammatico ritardo con cui si predispongono azioni rivolte a questi ultimi”. Una caratteristica ben esemplificata dall’approvazione della modifica costituzionale relativa al voto all’estero, - ha segnalato Danieli - proposta già nell’immediato dopoguerra e attuata solo nel 2001. Un provvedimento il cui regolamento attuativo Danieli definisce “pessimo”, rilevando come gli ultimi episodi di cronaca rischino di condurre ad una sua totale messa in discussione.
Richiama episodi dell’emigrazione italiana via nave il contrammiraglio delle Capitanerie di Porto Cristiano Aliperta, mentre il deputato Sandro Schmidt, proponente la legge 379, invia un messaggio ai presenti nel quale ribadisce le finalità della stessa. Schmidt riferisce però di diverse difficoltà riscontrate prima per l’emanazione del regolamento attuativo della legge e, in seguito, per “cavilli e passaggi burocratici” accusati di rendere farraginoso il riconoscimento della cittadinanza agli aventi diritto. Il deputato suggerisce infine il suo sostegno laddove si vogliano intraprendere “cause pilota” utili ad ottenere il riconoscimento nei casi più complessi e di difficile soluzione.
Per il ministero dell’Interno, il prefetto Angelo Di Caprio giustifica tuttavia il procedimento di verifica, in quanto “dovuto accertamento dei requisiti di legge e non requisitoria”. Anch’egli auspica una revisione della normativa in materia di cittadinanza, tenendo conto dei mutamenti avvenuti dal 1992 ad oggi. “Il criterio della discendenza italiana, utile ad un riconoscimento dovuto ai residenti all’estero e sancito dalla legge del 1992, non deve andare a scapito della naturalizzazione di quegli immigrati che hanno scelto l’Italia come Paese d’adozione, condividendone valori, diritti e doveri - afferma Di Caprio. “Una riforma organica della materia è tanto più indispensabile – conclude - quanto anche in sede di Unione Europea si chiede la progressiva armonizzazione dei codici giuridici degli Stati membri sul tema”.
Per
Invia una messaggio ai partecipanti al convegno anche Laura Garavini, deputata eletta nella ripartizione Europa, che, auspicando un’ampia riforma in materia di cittadinanza, segnala come il testo di legge attualmente fermo in Commissione Affari Costituzionali della Camera non includa però questioni e aspetti legati alle problematiche di riacquisto e riconoscimento più sentite dai cittadini residenti all’estero.
Per l’Ambasciata del Brasile in Italia, infine, Maria Caterina Pincherle ricorda come il Paese sud americano sia stato una delle mete principali dell’emigrazione italiana e come la nostra collettività si sia ben integrata in un contesto sociale che a sua volta promuove, anche a livello internazionale, i valori dell’inclusione e della tolleranza.
Al termine della
mattinata è stata inaugurata una mostra sul tema allestita in collaborazione
con l’associazione Trentini nel mondo presso