ITALIANI ALL’ESTERO
Festa della Repubblica al Coliseo: Una
celebrazione con tante luci e alcune ombre
Applausi per il discorso dell’ambasciatore
BUENOS AIRES -
Il programma delle celebrazioni della nascita della Repubblica Italiana, sembrava
riunire tutte le condizioni per produrre e una “festa perfetta”, viste alcune
circostanze speciali, quali la prima volta alla manifestazione nel teatro Coliseo
del nuovo Ambasciatore d’Italia Guido
La festa si è svolta in una giornata e in un orario diversi dal tradizionale della domenica pomeriggio. Il pubblico, la cui affluenza è stata facilitata con servizi speciali gratuiti di autobus partiti dalle sedi dei vice consolati, ha riempito il settore della platea per seguire l’evento organizzato dal Consolato generale, dall’Istituto Italiano di Cultura, dal Comites di Buenos Aires e dalla Facia.
Alcune situazioni imponderabili e altre imprevedibili, come l’inconsueto episodio di cui ci occuperemo più avanti, non riuscirono in definitiva a opacizzare e a togliere emotività al tradizionale evento.
Iniziato mezz’ora dopo le 20, ora prevista per l’avvio, il conduttore della serata ringraziò per la loro presenza i rappresentanti diplomatici italiani, il sen. Esteban Caselli, l’on. Giuseppe Angeli, i ministri della Corte Suprema di Giustizia (il più alto tribunale dell’Argentina) Enrique Petracchi ed Eugenio Zaffaroni (che più tardi sono stati insigniti dell’onorificenza di Grandi Ufficiali dell’Ordine della Stella della Solidarietà) e l’attore Lino Banfi, tra gli altri.
Con enorme fervore sono stati cantati gli inni nazionali argentino e italiano e quindi è iniziata la serie dei discorsi.
Ad aprirla il console generale Giancarlo Maria Curcio, il quale evidentemente sorpreso ed emozionato dalle dimostrazioni di affetto ricevute dal pubblico, al punto di fare del diplomatico uno dei protagonisti della serata, ha passato in rassegna il lavoro svolto da quando si è insediato a Buenos Aires il 21 dicembre 2006. Una missione durante la quale sono stati raggiunti importanti obiettivi - ha detto - con volontà, efficienza e dedizione del personale col quale ha lavorato “col quale inoltre abbiamo condiviso questo sogno, un regalo che facciamo alla comunità italiana, come il fatto di aver risolto circa 60mila pratiche di cittadinanza arretrate e che dal 15 aprile, cominciasse a ricevere senza previo appuntamento, tutte le nuove domande di riconoscimento della cittadinanza che si presenteranno, un obiettivo raggiunto in Sud America solo dal Consolato generale d’Italia a Buenos Aires”.
Più avanti ha ricordato sorridente la promessa, simbolicamente concretizzata, di bruciare il “buzón” dove per anni venivano depositate le domande di appuntamenti per la cittadinanza”
Inoltre ha ricordato il conte Felice Lora, un filantropo “che nel 1925 ci regalò il teatro Coliseo, per cui siamo l’unica comunità straniera in Argentina che ha un suo teatro proprio, tra l’altro, considerato la seconda sala più importante dell’Argentina dietro al Colón”.
Ha elogiato anche l’attore Lino Banfi, presente nella sala, anticipando che come regalo del popolare commediante pugliese alla comunità italiana, sabato 26 giugno sarà proiettato un film al Coliseo del quale è protagonista. Infine ha messo in risalto l’importante presenza nella serata di un artista di grande livello internazionale quale Luca Barbareschi.
Quindi ha rivolto
il suo saluto il presidente del Comites di Buenos Aires Graciela Laino, la quale
ha ringraziato il Console generale e i suoi collaboratori per il lavoro svolto,
invitando quindi i consiglieri del Comites e il personale presenti nella sala
a salire sul palcoscenico, dove ha consegnato una targa in ricordo, da parte
del Comites all’Ambasciatore
Poco dopo il conduttore della serata, in un atteggiamento che secondo numerosi spettatori è stato inadeguato in quelle circostanze, si è rivolto al pubblico dicendo che “qualcuno in sala sembra aver preso per sbaglio una borsa contenente un computer. Si prega la restituzione”, provocando incertezza e sorpresa tra la gente e la sensazione di sentirci sospetti o complici del presunto illecito.
Dopo aver salutato
l’Ambasciatore
Il senatore, dopo una pausa manifestò: “chi non gradisce ciò che dico può ritirarsi. Sono un senatore e merito rispetto, come io rispetto voi. Se siete disposti ad ascoltare continuerò, altrimenti me ne vado...” A quel punto il mormorio, qualche fischio ed espressioni di rifiuto da parte di un settore del pubblico, determinarono la decisione del senatore di abbandonare la sala, accompagnato dall’Ambasciatore e dal Console generale, visibilmente turbati a causa della situazione, mentre il pubblico ammutolito e sconcertato seguiva la situazione.
E’ stato un incidente provocato da un settore minuscolo del pubblico, che merita completa riprovazione da parte di tutta la comunità. Un atteggiamento inadeguato nell’ambito di una celebrazione di fratellanza, che oltre a rappresentare una mancanza di rispetto nei confronti degli invitati, ci provocò un sentimento di vergogna. Il dissenso su aspetti della politica è uno dei principi fondamentali della democrazia, ma devono essere manifestati negli ambienti adeguati e non in una celebrazione di questo tipo.
Superato il momento
amaro, l’Ambasciatore
Finiti i discorsi e la consegna di onorificenze, il conduttore ha annunciato l’inizio dello spettacolo “da parte di un artista di qualità quale Luca Barbareschi, il quale mi ha chiesto espressamente di comunicarvi che svolge la sua visita esclusivamente nel suo ruolo di artista e non come deputato della Repubblica. Godiamoci lo spettacolo...” (Walter Ciccione-Tribuna Italiana/Inform)