PARTITI
Convocato per il 3 luglio il Congresso del Circolo Pd
di Bruxelles
Durante l’incontro verrà eletto il nuovo segretario
BRUXELLES- Dalle 16,30 alle 20 di sabato 3 luglio si terrà a Bruxelles, presso il Clube Alentejano de Desportos “O Elva” (Rue Wéry 87) il Congresso ordinario del locale circolo del Partito democratico. Si parlerà del problema della piena integrazione in Belgio e del rilancio del percorso verso la cittadinanza europea. Le operazioni di voto per l’elezione del segretario avranno luogo dalle 19 alle 19,30 e nel corso del Congresso potranno essere sottoscritte le tessere per l’anno 2010.
“Le comunità straniere in Belgio – si legge nella lettera inviata agli iscritto dal segretario del Circolo Davide Pernice e dal presidente dell’Assemblea Michele Ciavarini Azzi - guardano con crescente preoccupazione alle spinte separatiste di una parte del Paese: l’integralismo regionalistico e il radicalismo linguistico colpiscono prima di tutto le fasce meno protette della società, i più deboli, chi, come gli immigrati, ha già dovuto affrontare e superare una prima sfida per l’integrazione. Queste comunità chiedono invece unità, coesione, crescita, lavoro, solidarietà. Sono le stesse comunità che in queste settimane hanno manifestato a Francoforte,
ad Anderlecht, per la doppia cittadinanza, e che nel febbraio scorso a Laken hanno lanciato un appello per il rilancio degli istituti di rappresentanza degli italiani all’estero. Sono, queste, le comunità italiane – prosegue la missiva - alle quali il Partito democratico deve offrire un progetto, una visione e un’organizzazione: un progetto di emancipazione sociale, una visione di società aperta e inclusiva, un’organizzazione forte in alleanza con le
altre forze, gli istituti e i soggetti della rappresentanza italiana e dell’associazionismo. A questa immigrazione italiana si aggiunge l’immigrazione recente: quella dei giovani, dei neolaureati, dei professionisti. Gli immigranti recenti sono la testimonianza di una nuova e crescente forma di marginalità sociale, che ha la sua radice nella fuga dalla crisi italiana e il suo epilogo nelle molteplici forme del precariato professionale a Bruxelles.
Il Partito Democratico
– conclude la lettera che critica le politiche messe in campo dal Governo per
gli italiani all’estero - deve essere interprete anche delle istanze di integrazione
di questa parte di comunità, e continuerà a rappresentare un punto di sintesi
tra le differenti esperienze dell’emigrazione storica e recente”. (