ITALIANI ALL’ESTERO
Da Di Biagio (Pdl) un’interrogazione al
ministro degli Esteri sul funzionamento del sistema informatico SIFC presso
i consolati
Chiesti chiarimenti sulla diffusione del
sistema presso la rete all’etero e sulle iniziative da intraprendere per
affrontare eventuali disagi dei nostri connazionali in attesa del pieno funzionamento
della piattaforma informatica
ROMA - E’ stata presentata in queste ore un’interrogazione al ministro Frattini, a prima firma di Aldo Di Biagio, responsabile Italiani nel mondo del Pdl e sottoscritta dai deputati del Pdl eletti all’estero per sapere “quali iniziative il Mae intende intraprendere per monitorare la distribuzione del programma informatico SIFC, il c.d. consolato digitale, nei consolati, quali misure intende intraprendere al fine di tamponare la situazione di disagio al momento esistente presso alcuni uffici consolari, in attesa del pieno e corretto funzionamento della piattaforma informatica SIFC e quali iniziative si vuole portare avanti per garantire il funzionamento della parte online del programma che dovrà essere utilizzato a distanza dai connazionali, considerando che dalla presentazione avvenuta a Bruxelles, il programma online attinente alle funzioni a distanza non è stato ancora definito”.
“Dato che – si legge nella nota - nell’ottobre 2009 è stato presentato presso il Consolato di Bruxelles dal sottosegretario Alfredo Mantica, la piattaforma informatica SIFC (Sistema integrato delle funzioni consolari), messo a punto dal MAE per la gestione delle attività consolari e per lo svolgimento delle pratiche a distanza e stando all’illustrazione operata dall’Amministrazione, la piattaforma si sarebbe dovuta presentare come uno strumento in grado di consentire un aumento dell'efficienza, della qualità e della velocità dei servizi destinati ai nostri connazionali oltre confine”. “Stando alle linee guida del Mae, - continua l’interrogazione - il c.d. consolato digitale sarebbe stata una valida alternativa alla presenza fisica dell’utente presso la rappresentanza anche perché il singolo cittadino avrebbe dovuto accedere ai servizi consolari ma al momento sono molte le sedi in cui non è ancora arrivato il programma informatico, o presso le quali non esiste adeguato supporto tecnico in grado di far funzionare correttamente il sistema SIFC”.
“Spesso – si spiega nel testo - il sistema di sicurezza del circuito di emissione dei passaporti elettronici presso il Ministero dell'Interno (SSCE) che dà il consenso ai consolati per il rilascio del passaporto al connazionale, non funziona correttamente ed ininterrottamente, perciò gli uffici consolari sprovvisti del programma SIFC e che devono quindi ancora provvedere alla doppia emissione attraverso il precedente programma passaporti, sono costretti ad interrompere il proprio lavoro”. “Tale pratica farraginosa comporterebbe un considerevole allungamento dei tempi di raccolta dati nonché di rilascio del passaporto, considerando che la normativa prevede il prelievo delle impronte digitale sia al momento della richiesta del passaporto che al momento in cui questo viene consegnato all’utente”
“L’assenza di una capillare e strutturata presenza tecnica della piattaforma SIFC, - spiegano i deputati - le lacune tecniche e gestionali di questo programma, unite alle difficoltà nella gestione delle informazioni da parte del Ministero dell’Interno rischia di ledere il funzionamento di una delle procedure più importanti per i nostri connazionali oltre confine. Bisogna ricordare che al momento gli uffici anagrafe di molti consolati sono oberati di attività, con conseguenti difficoltà nella gestione delle pratiche. Sono frequenti le complicazione tecniche nella gestione delle pratiche più semplici sia in presenza di programma SIFC, spesso per mancata compatibilità con i sistemi operativi del datato parco macchine o per l’ assenza di conoscenze informatiche degli operatori, sia in assenza del medesimo programma proprio per far fronte alle dinamiche di rilascio di documenti previsti dalla nuova normativa”. (Inform)