INFORM - N. 115 - 15 giugno 2010


POLITICHE DI INTEGRAZIONE

Le azioni che la Giunta Vendola metterà in campo

 

BARI – “Metteremo in campo azioni di sostegno al diritto d’asilo per le donne e gli uomini che fuggono dalle guerre, dalle povertà e dalla disperazione, la cui unica colpa è quella di non avere documenti. Uguale impegno dedicheremo alle azioni di sostegno per i rifugiati, titolari di protezione sussidiaria, per i permessi umanitari, con particolare attenzione a donne, minori e minori non accompagnati. Nonostante la obiettiva complessità di applicazione e la certezza che stroncare il lavoro nero è opera lunga e complessa, predisporremo azioni di contrasto al lavoro illegale e sommerso e allo sfruttamento lavorativo, per ogni settore in cui si annidano forme di neoschiavismo dei lavoratori migranti”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola illustrando in Consiglio regionale le linee programmatiche dei prossimi cinque anni di governo.

Vendola ha spiegato che la Regione Puglia attiverà il Fondo di rotazione per i prestiti fino a un massimo di 2500 euro per nucleo familiare e inoltre sosterrà l’imprenditoria migrante “per contrastare i fenomeni di esclusione sociale e per supportare processi di auto-imprenditoria degli immigrati sia in Puglia, che nei rispettivi paesi di origine”.

Vendola ha ricordato che “nella scorsa legislatura abbiamo attivato una serie di strumenti per garantire diritti e condizioni di vita dignitose per immigrati” e che la legge che contiene le  Norme per l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia “costruisce intorno a immigrati e famiglie una rete di diritti, servizi, strumenti di partecipazione”.

“Abbiamo acceso – ha sottolienato Vendola - un riflettore sugli spigoli più bui della nostra regione: la riduzione in schiavitù dei lavoratori dell’est o degli africani. Un accordo con Medici senza Frontiere garantisce assistenza e nelle campagne del foggiano per gli stagionali c’è acqua potabile, bagni, ambulatori da campo”. “Non ci siamo adeguati – ha aggiunto - al clima di strisciante razzismo che riduce la questione dei migranti ad un problema di ordine pubblico”. Ma “adesso abbiamo la necessità di strutturare politiche abitative e del lavoro slegate da una logica emergenziale e di mera assistenza”. “Dobbiamo – ha spiegato Vendola - consolidare le politiche sociali d’inclusione abitativa e attivarne di nuove, come il censimento del patrimonio immobiliare sfitto o misure di incentivazione ai locatari”. ( Inform )

 


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