POLITICHE DI
INTEGRAZIONE
Le azioni che la Giunta Vendola metterà in campo
BARI – “Metteremo in campo azioni di sostegno al diritto
d’asilo per le donne e gli uomini che fuggono dalle guerre, dalle povertà e
dalla disperazione, la cui unica colpa è quella di non avere documenti. Uguale
impegno dedicheremo alle azioni di sostegno per i rifugiati, titolari di protezione
sussidiaria, per i permessi umanitari, con particolare attenzione a donne, minori
e minori non accompagnati. Nonostante la obiettiva complessità di applicazione
e la certezza che stroncare il lavoro nero è opera lunga e complessa, predisporremo
azioni di contrasto al lavoro illegale e sommerso e allo sfruttamento lavorativo,
per ogni settore in cui si annidano forme di neoschiavismo dei lavoratori migranti”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi
Vendola illustrando in Consiglio regionale le linee
programmatiche dei prossimi cinque anni di governo.
Vendola ha spiegato che la Regione Puglia
attiverà il Fondo di rotazione per i prestiti fino a un massimo di 2500 euro
per nucleo familiare e inoltre sosterrà l’imprenditoria migrante “per contrastare
i fenomeni di esclusione sociale e per supportare processi di auto-imprenditoria
degli immigrati sia in Puglia, che nei rispettivi paesi di origine”.
Vendola ha ricordato che “nella scorsa legislatura
abbiamo attivato una serie di strumenti per garantire diritti e condizioni di
vita dignitose per immigrati” e che la legge che contiene le Norme per
l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia
“costruisce intorno a immigrati e famiglie una rete di diritti, servizi, strumenti
di partecipazione”.
“Abbiamo acceso – ha sottolienato
Vendola - un riflettore sugli spigoli più bui della
nostra regione: la riduzione in schiavitù dei lavoratori dell’est o degli africani.
Un accordo con Medici senza Frontiere garantisce assistenza e nelle campagne
del foggiano per gli stagionali c’è acqua potabile, bagni, ambulatori da campo”.
“Non ci siamo adeguati – ha aggiunto - al clima di strisciante razzismo che
riduce la questione dei migranti ad un problema di ordine pubblico”. Ma “adesso
abbiamo la necessità di strutturare politiche abitative e del lavoro slegate
da una logica emergenziale e di mera assistenza”. “Dobbiamo – ha spiegato Vendola
- consolidare le politiche sociali d’inclusione abitativa e attivarne di nuove,
come il censimento del patrimonio immobiliare sfitto o misure di incentivazione
ai locatari”. ( Inform )