UNIONE EUROPEA
Gaza: i ministri degli Esteri chiedono la fine del blocco
Frattini: Lavorare a una soluzione politicamente sostenibile
per Israele e Anp
ROMA - La fine del blocco di Gaza, con una soluzione
che tuttavia risponda alle legittime preoccupazioni di sicurezza di Israele,
incluso uno stop completo a tutte le violenze e al traffico di armi dentro Gaza.
La richiesta è arrivata dal Consiglio dei ministri degli Esteri UE riuniti a
Lussemburgo. In particolare, il ministro Frattini ha sottolineato la necessità
che la fine del blocco passi attraverso "una soluzione che sia per Israele
e l'ANP politicamente sostenibile". "Una vittoria reclamata da Hamas
- ha aggiunto - sarebbe pericolosa e consoliderebbe il suo ruolo dentro Gaza".
Da Israele, ha spiegato il rappresentante del Quartetto
(USA, UE, ONU, Russia) per il Medio Oriente, Tony Blair, sono giunte indicazioni
positive, che fanno auspicare che "nei prossimi giorni otterremo l'impegno
di principio di cui abbiamo bisogno e al tempo stesso che siano presi i primi
passi". La soluzione suggerita dall'Europa è di avere una lista ristretta
dei prodotti vietati. "La proposta è di invertire il principio, consentendo
tutto ciò che non è espressamente vietato", ha spiegato Frattini. "Oggi
la regola è il contrario: è tutto vietato, tranne casi limitati". Blair
ha parlato di "armi fuori e beni necessari dentro".
A Lussemburgo si è discusso anche della situazione dei
conti pubblici dei Paesi UE, con l’Italia sotto i riflettori per l’elevato debito.
A questo proposito Frattini ha ricordato l’Italia "è un paese di risparmiatori,
che non ha avuto bisogno né di comprare né di salvare banche". Per questo
motivo ha chiesto all’UE di tenere in considerazione nelle sue analisi sulla
sostenibilità finanziaria anche la componente del debito privato. Altrimenti,
“siamo pronti a porre il veto, a negare il nostro consenso se, giovedì al Vertice
UE, non ci sarà un riferimento al debito aggregato", ha annunciato il Ministro.
Dossier allargamento: Frattini ha chiesto ai colleghi
- in accordo con Germania e Gran Bretagna - un dibattito politico sull'approccio
europeo verso la Turchia. "Non è interesse della UE che la Turchia si senta
abbandonata dall'Europa e trovi attenzioni in altri scacchieri", ha spiegato.
Per quanto riguarda la Serbia , è stato sbloccato il processo di ratifica dell'Accordo
di Associazione e Stabilizzazione (ASA), con l’Italia in prima fila, ma non
è stata risolta la questione dell'iter di adesione all’UE.
Nucleare iraniano: accordo sulla necessità di imporre
all'Iran sanzioni supplementari oltre a quelle già decise dal Consiglio di sicurezza
dell'ONU. Le misure riguardano anche gli investimenti nel settore del petrolio
e del gas e la capacità di raffinazione della Repubblica islamica. "Questo
è un pacchetto di pressione per negoziare" con Teheran, ha sottolineato
Frattini. ( Inform )