RASSEGNA STAMPA
Da
Rai New 24.it
Gheddafi restituisce all'Italia anche tre pescherecci
Si conclude positivamente una lunga crisi
tra Libia e Svizzera, che per mesi ha coinvolto anche l’Unione europea. La partenza
dell’imprenditore svizzero Max Goeldi mette la parola fine ad una vicenda alla
quale Berlusconi lavorava da mesi, forte del suo ottimo rapporto personale con
il leader libico Muammar Gheddafi.
TRIPOLI - "Grazie Silvio per il ruolo determinante svolto per risolvere" la lunghissima crisi tra Libia e Svizzera, che per mesi ha pericolosamente investito anche l'Unione europea, si chiude con questo aperto ringraziamento del primo ministro libico Bagdadi Ali al Mahmoudi per la visita del presidente del Consiglio in Libia.
Una visita condotta
nel più assoluto riserbo e che aveva un obiettivo delicato: aiutare
Molto ha giocato l'ottimo rapporto personale instaurato da Berlusconi con il leader libico Muammar Gheddafi. Il colonnello non aveva proprio digerito la vicenda del fermo a Ginevra del figlio Hannibal, accusato di aver molestato una coppia di domestici ed aveva reagito alla sua maniera contro Berna: ritiro dei soldi libici dalle banche svizzere e ritorsioni politiche.
La giornata di
oggi si è dipanata nell'attesa di capire se veramente Goeldi sarebbe riuscito
a lasciare
Che Goeldi sarebbe veramente partito in serata è stato subito chiaro, ma intanto le ore passavano e Goeldi rimaneva nell'albergo che da giorni lo ospitava, guardato a vista dalla sicurezza libica. Solo in serata la svolta: l'imprenditore ha lasciato l'albergo per imbarcarsi su di un volo di linea diretto in Europa.
Quasi contemporaneamente il pubblico riconoscimento della Libia al ruolo del premier italiano. "Lo Stato libico ringrazia l'Italia per tutti gli sforzi messi in atto" per risolvere il problema, dice il primo ministro libico Bagdadi Ali al Mahmoudi. Si scrive così la parola fine ad una 'guerra diplomatica' durata 24 mesi, giocata sul filo della tensione, tra arresti, embarghi commerciali e 'black list'.
La crisi tra Libia e Svizzera, cominciata con il fermo, a Ginevra, di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico, e' proseguita sul binario delle reciproche ritorsioni, fino a coinvolgere direttamente tutta l'Unione Europea quando, lo scorso febbraio, Tripoli ha deciso di chiudere le frontiere ai cittadini dell'area Schengen.
Restava in piedi solo la questione Goeldi ed è stato necessario arrivare alla firma di un accordo libico-svizzero, accompagnato da un pubbliche scuse di Berna per la pubblicazione delle foto segnaletiche di Hannibal Gheddafi.
Ma evidentemente
anche questo non bastava a Gheddafi: serviva forse proprio Silvio Berlusconi
che in questi anni ha saputo costruire un solido rapporto con il colonnello
che questa sera non ha mancato di ringraziarlo alla sua maniera: con una di
Pescherecci italiani liberi
Il Colonnello Muammar Gheddafi ha accolto la richiesta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di liberare i tre motopescherecci di Mazara del Vallo sequestrati nei giorni scorsi dalla Marina libica. Lo si è appreso da fonti italiane a Tripoli. (Rai News 24.it, 13.6.2010)