EDITORIA
Il nuovo numero di Focus In: “Qui Parigi.
Gli italiani parlano agli italiani”
PARIGI - Qui di seguito una nota di Patrizia
Molteni per l'uscita del numero 7 di Focus In e delle sue iniziative nel mese
di giugno: in particolare la partecipazione alla settimana italiana con una
mostra sulla libertà di stampa con vignette di Altan, Staino, Bucchi, Vauro.
Esattamente settant’anni fa, il 18 giugno 1940, Charles De Gaulle lanciava un appello dalla sede di Radio Londra invitando i francesi in Gran Bretagna ad unirsi a lui per continuare la lotta per la liberazione. Il generale non era scappato: aveva assunto una posizione strategica per poter agire meglio nell’interesse del suo paese. Nessuno di noi è gollista, come forse si è capito dai numeri precedenti, ma questo anniversario, insieme alle critiche di chi, in Italia, comincia a considerarci italiani di serie B, hanno portato Focus In a lanciare, nel primo piano di questo numero, un dibattito sul nostro ruolo. Abitare e lavorare in un paese straniero significa essere aperti a nuovi orizzonti, conoscere nuovi modi di vivere, di governare, di risolvere problemi. Un’esperienza collettiva che gli italiani sottovalutano ma che potrebbe essere molto utile per curare un popolo sempre più presbite.
Noi ci siamo allontanati,
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La stampa italiana all’estero è uno strumento fondamentale, lo ha ribadito il V Congresso della Fusie. Attraverso il suo lavoro costante corregge l’immagine dell’Italia, spiega, semplifica, decifra la complessa realtà di un paese sempre più strano e preoccupante. Non si tratta di denigrare, come ci accusa il governo, ma semplicemente di dire la verità, in altre parole di fare un giornalismo vero, dicendo le cose come stanno.
Non solo: la stampa italiana, così come le associazioni e i partiti politici che operano dall’estero, contribuiscono a restituire un’immagine di un’altra Italia, quella che sta fuori, fatta di lavoratori e studenti ma anche di intellettuali, assessori, consiglieri, scienziati, imprenditori, gente senza la quale saremmo ancora noti come gli emigrati “brutti, sporchi e cattivi”. E forse un giorno, a forza di ripeterlo, anche gli ora bistrattati immigrati in Italia saranno considerati esseri umani.
Sul rispetto della diversità, sulla libertà di stampa e di espressione, contro la mafia, le manovre e le leggi-bavaglio si battono anche i gruppi politici presenti in Francia. Al di là di conquiste concrete questi dimostrano, attraverso iniziative cui partecipano centinaia di persone, che gli italiani non sono un popolo lobotomizzato dalla TV ma una società civile critica e costruttiva pronta a rimboccarsi le maniche. E’ quello che Focus In, da sempre, cerca di mostrare.
Ricche come sempre le pagine di attualità, con, tra l’altro, un dibattito su donne, maternità e lavoro e uno, immancabile, sulla legge bavaglio. E poi la cultura italiana in Francia, cavallo di battaglia della testata. In particolare sulla settimana italiana di Parigi, che vede la testata Focus In partner stampa e organizzatrice di due mostre, “Parigi, la città delle donne” (in collaborazione con l’Associazione L’Italie à Paris”), mostra di giovani fotografi italiani residenti a Parigi e “Bulles de Liberté” con le vignette satiriche di Altan, Bucchi, Staino e Vauro sulla libertà di stampa. La settimana italiana, dal titolo “Libertà”; ospiterà anche gli Zero Assoluto, Ania anteprime di film come “La bocca del Lupo” (Pietro Marcello) recensito in questo numero.
Fedele alla sua
idea "pedagogica" del giornalismo, Focus In organizzerà anche durante
la settimana una sala stampa giovani con liceali ed universitari italofoni di
Parigi che realizzeranno un supplemento per il giornale del quartiere. (Patrizia
Molteni*-
* Caporedattrice Focus In