FISCO IN UE
Daniele Rossini (Acli Bruxelles): Redditi nell’Unione
e doppie imposizioni
Consultazione pubblica della Commissione europea
BRUXELLES - L’armonizzazione fiscale è un obiettivo ancora
da raggiungere nell’Unione Europea. La materia delle imposte dirette rientra
dunque nella competenza dei singoli Stati, i quali devono però esercitarla nel
rispetto del diritto comunitario, astenendosi da qualsiasi discriminazione basata
sulla cittadinanza.
Nel corso degli anni, gli Stati membri dell’UE hanno
concluso tra loro convenzioni bilaterali o multilaterali per ripartirsi il potere
impositivo sulle differenti categorie di reddito e risolvere i casi di doppia
imposizione. Tali accordi si basano generalmente sul modello di convenzione
fiscale sui redditi e sul patrimonio elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione
e lo sviluppo economico (OCSE).
Nonostante i numerosi vantaggi introdotti dalle convenzioni
sia per i contribuenti che per le amministrazioni fiscali, si verificano tuttora
casi di doppia imposizione cui le convenzioni bilaterali non riescono a porre
rimedio ovvero apportano soluzioni insoddisfacenti.
E’ il caso per esempio delle convenzioni che l’Italia
ha concluso con
Questa distinzione tra “previdenza sociale “ e “sicurezza
sociale” ai fini della fiscalità appare speciosa e non aderente alla realtà,
se si considera che negli atti comunitari è sempre stato usato sin dal 1959
il termine “sicurezza sociale” in riferimento alla tutela dei diritti dei lavoratori
che si spostano all’interno della Comunità europea. Il regolamento n. 3 del
25 settembre 1958 si intitolava infatti “regolamento per la sicurezza sociale
dei lavoratori migranti” e il regolamento n. 1408/71 del 14 giugno 1971 “regolamento
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati,
ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della
Comunità”. Il regolamento n. 883/2004 del 29 aprile
Ultimamente sono giunti alla Commissione europea reclami
di pensionati italiani residenti in Lussemburgo, malcontenti di essere tassati
per la loro pensione INPS sia in Italia che in Lussemburgo. Della questione
è stato investito anche il Mediatore europeo.
Messa di fronte a tale problematica da altri cittadini
europei,
L’obiettivo della Commissione è di farsi un’idea delle
dimensioni reali del fenomeno e delle sue conseguenze finanziarie.
La consultazione si rivolge a tutti i contribuenti, siano
essi persone fisiche o giuridiche, che abbiano incontrato problemi di doppia
imposizione in un contesto transfrontaliero. Partecipando ad essa, è possibile
anche avanzare suggerimenti sul modo di evitare la doppia imposizione nell’UE.
*Patronato ACLI Bruxelles