UNIONE EUROPEA
Venticinquesimo anniversario dell’Accordo di Schengen
Cecilia Malmström: I fondatori
di Schengen ci hanno insegnato a guardare lontano
BRUXELLES - L'Unione europea celebra i 25 anni dell'Area
Schengen
Venticinque anni fa, cinque paesi dell'Unione europea
- Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Olanda – iniziarono il processo di
approfondimento dell'integrazione europea attraverso l'eliminazione dei controlli
alle frontiere con l'Accordo di Schengen. A seguito della successiva espansione
dell'Area Schengen, oggi oltre 400 milioni di cittadini europei possono viaggiare
senza passaporto. Lo ricorda Cecilia Malmström, commissario europeo agli Affari Interni
“Schengen – sottolinea Malmström
- è diventato uno dei più potenti simboli della capacità dell'Unione europea
di migliorare la vita dei suoi cittadini. Facilitando i viaggi, il turismo e
il commercio, ha migliorato l'integrazione e rimosso gli ostacoli alla pace
e alla libertà in Europa. Schengen ha anche cambiato molte delle nostre vite”.
Malmström avverte che “questa libertà
di viaggiare deve tuttavia essere affiancata da maggiori responsabilità. Gli
ultimi 25 anni hanno visto la fine della Guerra Fredda e l'inizio di una nuova
fase di apertura e globalizzazione. Ciò ha dato molte nuove opportunità ad un
considerevole numero di persone, ma ci ha anche esposto a nuove minacce – dal
crimine organizzato al terrorismo internazionale”. L'Unione europea, pertanto,
“necessita di una effettiva cooperazione tra le autorità preposte al rispetto
della legge al fine di combattere efficacemente i crimini”. E “l'Agenda
di Stoccolma indica le azioni prioritarie nel settore di mia responsabilità
che perseguono l'obiettivo complessivo di garantire la sicurezza dei nostri
cittadini nel pieno rispetto dei loro diritti e delle loro libertà fondamentali”.
“Negli ultimi dieci anni – prosegue la commissaria Ue
- l'area Shengen è rapidamente cresciuta dal punto
di vista geografico fino a comprendere oggi 25 paesi e questa crescita è stata
accompagnata da un approfondimento della cooperazione e della solidarietà.
L'agenzia Frontex dell'Unione europea assiste gli
Stati membri nella gestione appropriata delle frontiere comuni Schengen e
“I fondatori di Schengen ci hanno insegnato a guardare
lontano e a mirare alto. Celebriamo dunque i successi raggiunti, dai quali dobbiamo
partire per migliorare ulteriormente la libertà e la sicurezza dei cittadini
europei negli anni che verranno” conclude Cecilia Malmström. (