RASSEGNA STAMPA
Da “
Sudafrica 2010: Italia, il ritiro blindato degli azzurri
Tra poliziotti e teste di cuoio, gli allenamenti di Lippi
sono off limits per i tifosi
E' una Nazionale inavvicinabile, come e più del solito.
Se Lippi ha inasprito fin dal suo arrivo nel 2004 le regole sui rapporti tra
gli azzurri e il mondo esterno, la combinazione Lippi + Sudafrica ha creato
davvero una bolla protettiva attorno alla squadra che vive nell'isolamento tra
il Leriba Lodge e il centro
di allenamento al Southdowns College, entrambi sulle
colline a poca distanza da Pretoria.
Per entrare nell'albergo occorre superare infatti l'unico
varco (sbarrato e presidiato) in un muro di cinta sormontato dal filo elettrico
e poi si entra in un parco vastissimo: ovviamente il tutto è sorvegliato da
una security inflessibile. Quanto al college, l'accesso, quando non c'è allenamento
a porte chiuse, è limitato alla tribunetta vicina
al campo e solo per gli accreditati: tifosi e curiosi devono restare fuori.
Sarà anche per questo che non se ne incontra uno.
Attorno all'Italia lavorano dodici uomini del Viminale
con una squadra di esperti dell'antiterrorismo, tre bodyguards
di un'agenzia privata e trenta poliziotti sudafricani, anche qui divisi a seconda
della specializzazione: bravissime le staffette di scorta al pullman, molto
preparati gli specialisti nelle bonifiche che controllano costantemente i mezzi
e i locali frequentati dagli azzurri per evitare che ci siano armi ed esplosivi.
E' un piccolo esercito che, esclusi i costi dei funzionari e degli agenti italiani,
assorbe un dieci per cento dei 6 milioni fissati per la spedizione sudafricana
dalla Federazione.
Si dirà che la situazione del Sudafrica lo impone ma
in fondo assistiamo soltanto all'inasprimento di un sistema che da una ventina
d'anni è diventato la norma per i grandi eventi. La seguono tutte le Nazionali
che sarebbero seguitissime, dal Brasile all'Inghilterra, dalla Francia all'Argentina
di Maradona che da calciatore predicava il football aperto alla gente. Questo
ormai è il calcio. Un bunker con una finestrella: la partita. Meglio se vista
alla tv, per non disturbare.(Marco Ansaldo-La Stampa.it,
10 giugno 2010)