INFORM - N. 112 - 10 giugno 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’estero

Si è parlato della riforma dell’esercizio di voto dei connazionali nel mondo. Gli interventi del presidente del Comitato Zacchera e dei deputati Razzi (Idv), Fedi (Pd), Porta (Pd), Picchi (Pdl), Berardi (Pdl) e Garavini (Pd)

 

ROMA – La seduta di ieri del Comitato permanente sugli Italiani all’estero della Camera dei Deputati si aperta con l’auspicio del presidente del Comitato Marco Zacchera (Pdl) di “spunti e valutazioni proficue sulle questioni affrontate nelle proposte di legge finora presentate in Parlamento su materie di interesse per le comunità degli italiani all’estero, a partire dalla riforma delle procedure elettorali per la circoscrizione estero…

L’obiettivo del lavoro ora impostato – ha aggiunto Zacchera - è quello di individuare al riguardo proposte ed indirizzi condivisi dai gruppi presenti nel Comitato”.

Ha poi preso la parola il deputato dell’Italia dei Valori Antonio Razzi che ha illustrato i vantaggi connessi all’introduzione del voto elettronico, in relazione al quale egli stesso ha presentato nei mesi scorsi una proposta di legge, e segnalato la necessità di procedere alla abolizione delle preferenze nell’espressione del voto per corrispondenza. Marco Fedi (Pd) ha rilevato la necessità, al fine di evitare brogli elettorali, di un’equiparazione della disciplina che regola il voto all’estero a quella attualmente vigente in Italia, fatto salvo il voto per corrispondenza. Egli non si oppone alla possibilità del voto elettronico, pur precisando che al momento l’ipotesi appare prematura e che “il voto all’estero non deve essere il luogo per sperimentare eventuali innovazioni rispetto al voto nazionale”. Fedi conclude annunciando la presentazione da parte del suo gruppo di una proposta di legge sulla questione del voto degli italiani all’estero, apprezzando l’indicazione di metodo evidenziata da Zacchera e finalizzata alla verifica di un consenso bipartisan sulle principali tematiche riguardanti le materie di interesse del Comitato.

Alle considerazioni di Fedi si è associato anche il vice presidente del Comitato Fabio Porta (Pd), che ha sottolineato la necessità di introdurre un sistema di registrazione degli aventi diritto per quanto riguarda il voto per corrispondenza, nell’ambito di una riflessione che tenga conto delle specificità, anche geografiche, dei singoli Paesi di emigrazione.

Guglielmo Picchi (Pdl) ha rilevato la possibilità di un miglioramento delle procedure elettorali e ha concordato sulla necessità di inserire in esse correttivi, quali la preventiva registrazione al voto per corrispondenza. Pur guardando alla possibilità del voto elettronico, “con particolare interesse”, anche Picchi, alla stregua di Fedi, ha segnalato però la necessità di evitare “fughe in avanti rispetto alle procedure nazionali”.

A favore del voto per corrispondenza anche Amato Berdardi (Pdl), che ha richiamato in proposito l’esperienza statunitense, in cui viene richiesta la registrazione degli aventi diritto garantendo “procedure corrette e riduzione dei costi”, e Laura Garavini (Pd), che ha inoltre manifestato apprezzamento per il metodo di lavoro seguito dal Comitato e per la presenza alla seduta dei parlamentari della maggioranza.

Razzi (Idv), nell’approvare il richiamo all’omogeneità delle procedure di voto nazionali e per la circoscrizione Estero, con l’unica particolarità del voto per corrispondenza, ha precisato come quest’ultimo debba essere “rigorosamente disciplinato per scongiurare eventuali indebite interferenze”. Dal canto suo Fedi ha invece rilevato l’opportunità di approfondire “in sede informale e tecnica” i temi sin qui sollevati.

Zacchera, concludendo la seduta, ha annunciato la prossima presentazione di una sua proposta di legge sul voto all’estero ed ha ricordato che tale materia rientra nelle competenze della Commissione Affari Costituzionali della Camera. “In occasione dell’esame di provvedimenti in merito, - ha precisato Zacchera  - la Commissione Affari Esteri sarebbe investita delle diverse questioni in sede consultiva”. (Inform)


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