NOVITA’ EDITORIALI
Del giornalista Carlo Annese
I diavoli di Zonderwater: la
storia dei prigionieri italiani in Sudafrica che sopravvissero alla guerra grazie
allo sport
ROMA – Sud Africa: negli anni dal 1941 al 1947 nel campo
di concentramento di Zonderwater, in Sudafrica, furono
rinchiusi 94.000 prigionieri italiani. Carlo Annese,
giornalista brindisino, in un libro appena uscito nelle librerie racconta come
gli italiani sopravvissero agli stenti anche grazie allo sport. E’ il saggio
“I diavoli di Zonderwater 1941-1947. La storia dei
prigionieri italiani in Sudafrica che sopravvissero alla guerra grazie allo
sport” (Sperling & Kupfer).
Con la prefazione di Gian Antonio Stella: “Lontani da
casa, dagli affetti. Ma anche lontani dalla battaglia, dall'adrenalina del fronte.
Erano soldati nel pieno della giovinezza, quelli che fra il 1941 e il 1947 si
ritrovarono esiliati a Zonderwater, in Sudafrica.
Un'intera generazione rinchiusa nel campo che ospitò il maggior numero di prigionieri
di guerra italiani, quasi centomila su un totale di oltre seicentomila: una
prigione a cielo aperto, talmente remota da aver lasciato poche tracce persino
nei libri di storia. In un paesaggio lunare, arido e bersagliato dai fulmini,
gli italiani dovettero inventarsi un modo per sopravvivere alla fame, alle malattie,
alla noia, alla nostalgia del proprio Paese (e alla mancanza di donne). Li aveva
accolti un altipiano brullo disseminato di tende: alla loro partenza, sei anni
più tardi, lasciarono una vera città, con edifici in muratura, due ospedali,
trenta chilometri di strade, quindici scuole, ventidue teatri, un monumento.
Fu un capo illuminato, il colonnello Hendrik Fredrik
Prinsloo, a capire che a quei giovani uomini doveva prima
di tutto restituire una vita normale. Così scelse lo sport come alleato: promosse
gare di scherma, atletica, ginnastica, oltre a un campionato di calcio vissuto
con tale passione da trasformare in divi i più bravi fra i prigionieri”. (