INFORM - N.111 - 9 giugno 2010


ESTERI

Audizione del ministro Frattini alle Commissioni Esteri di Camera e Senato

Narducci (Pd), anche a Gaza c'è bisogno di un tetto sopra la testa

 

ROMA - Oggi le Commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato hannoascoltato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sui fatti connessi al blitz compiuto il 31 maggio scorso dalle forze speciali israeliane a bordo della flottiglia di navi diretta a Gaza.

Il ministro registrando una situazione insostenibile nella striscia di Gaza ha sottolineato che, nei prossimi giorni, vi sarà una proposta comune di Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, in cui si affermerà chiaramente che l’inchiesta, condotta con rigore, dovrà garantire trasparenza e indipendenza coinvolgendo sia l’autorità di indagine israeliana che osservatori indicati da organismi internazionali,compresi inviati del Quartetto europeo.

L’on. Franco Narducci, eletto per il Pd nella ripartizione Europa e vice presidente della Commissione Esteri della Camera, intervenendo durante l’audizione del ministro Frattini ha precisato di condividere la relazione del ministro in particolare l’intento di adoperarsi con ogni sforzo per la pace ma – ha sottolineato Narducci – “visto che il castello di errori sta crollando, se vogliamo essere realisti, è necessario procedere ad un accordo che comprenda entrambe le anime palestinesi, come è stato sottolineato da molti esperti europei nelle ultime settimane”.

Inoltre, per quanto concerne il flusso di merci attraverso il confine di Gaza l’on. Narducci precisando che “anche nella striscia di Gaza hanno bisogno di un tetto sulla testa”, ha fatto notare che dopo la tragedia “l’Egitto ha temporaneamente aperto la frontiera con Gaza per lasciar passare gli aiuti umanitari ma ciò che serve agli abitanti della striscia di Gaza si trovava nella tristemente famosa nave “Mavi Marmora” e cioè materiale da costruzione e cemento per riparare i danni del bombardamento di un anno fa, materiale che doveva passare attraverso Israele”.

Invece, parlando del ruolo della Turchia nel contesto euromediterrano, Narducci ha sottolineato che “gli errori di Israele contribuiscono a favorire il processo di islamizzazione fondamentalista in Turchia mettendo anche in crisi la cooperazione tra i due Stati, fondata essenzialmente sull’accordo tra le forze armate” precisando che in sede Onu “la Turchia non è stata  trattata nel migliore dei modi” e che“paghiamo anche gli errori fatti dall’Unione europea nel porre in essere una seria politica di aperture nei confronti della Turchia che non trova soddisfazione neanche nel nuovo corso promesso da Obama”.

“In realtà - ha concluso Narducci - dobbiamo chiederci se realmente cambierà mai qualcosa in quell'area del mondo, ma non possiamo rispondere senza che Netanyahu abbia prima chiarito come intende rilanciare il processo di pace”. (Inform)

 

 


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