ESTERI
Audizione del ministro Frattini alle Commissioni Esteri di Camera e Senato
Narducci (Pd), anche a Gaza c'è bisogno di
un tetto sopra la testa
ROMA - Oggi le Commissioni Esteri congiunte di Camera
e Senato hannoascoltato il ministro degli Esteri,
Franco Frattini, sui fatti connessi al blitz compiuto il 31 maggio scorso dalle
forze speciali israeliane a bordo della flottiglia di navi diretta a Gaza.
Il ministro registrando una situazione insostenibile
nella striscia di Gaza ha sottolineato che, nei prossimi giorni, vi sarà una
proposta comune di Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, in cui
si affermerà
L’on. Franco Narducci, eletto
per il Pd nella ripartizione Europa e vice presidente della Commissione Esteri
della Camera, intervenendo durante l’audizione del ministro Frattini ha precisato
di condividere la relazione del ministro in particolare l’intento di adoperarsi
con ogni sforzo per la pace ma – ha sottolineato Narducci
– “visto che il castello di errori sta crollando, se vogliamo essere realisti,
è necessario procedere ad un accordo che comprenda entrambe le anime palestinesi,
come è stato sottolineato da molti esperti europei nelle ultime settimane”.
Inoltre, per quanto concerne il flusso di merci attraverso
il confine di Gaza l’on. Narducci precisando che “anche
nella striscia di Gaza hanno bisogno di un tetto sulla testa”, ha fatto notare
che dopo la tragedia “l’Egitto ha temporaneamente aperto la frontiera con Gaza
per lasciar passare gli aiuti umanitari ma ciò che serve agli abitanti della
striscia di Gaza si trovava nella tristemente famosa nave “Mavi
Marmora” e cioè materiale da costruzione e cemento
per riparare i danni del bombardamento di un anno fa, materiale che doveva passare
attraverso Israele”.
Invece, parlando del ruolo della Turchia nel contesto
euromediterrano, Narducci ha sottolineato
che “gli errori di Israele contribuiscono a favorire il processo di islamizzazione
fondamentalista in Turchia mettendo anche in crisi la cooperazione tra i due
Stati, fondata essenzialmente sull’accordo tra le forze armate” precisando che
in sede Onu “
“In realtà - ha concluso Narducci
- dobbiamo chiederci se realmente cambierà mai qualcosa in quell'area del mondo,
ma non possiamo rispondere senza che Netanyahu abbia prima chiarito come intende
rilanciare il processo di pace”. (