INFORM - N. 111 - 9 giugno 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Piantano un albero nella Patagonia

Il Circolo Italiano di Villa Regina pianterà un albero come testimonianza per il Bicentenario dell’Argentina, insieme ad altre iniziative

 

BUENOS AIRES - In un mondo che percepiamo ogni volta più schiavo degli stereotipi e meno propenso a lasciar volare l’immaginazione, nel quale sembrerebbe che sogni e progetti che non offrono un riscontro economico o politico sono da scartare, quanti facciamo una proposta con una certa dosi di idealismo, magari di utopia, proviamo la sensazione che hanno il destino dei messaggi lanciati in una bottiglia al mare.

E invece un gesto, un semplice messaggio che ci hanno inviato dal cuore stesso della Patagonia, a 1164 chilometri da Buenos Aires, ha avuto il merito di attutire le nostre buie impressioni.

Si tratta di un mail firmato da Walter Ventura, il quale, oltre ad aver aderito ad altre nostre iniziative, quali ““RINASCITA 2010” iniziativa della comunità italiana per il Bicentenario dell’Argentina”, scrive tra l’altro: "...de acuerdo a su iniciativa publicada en TRIBUNA ITALIANA, la subcomisión de cultura del Circulo Italiano, ha decidido que el próximo 29 de agosto en nombre la Institución plantar un árbol en una plaza de esta ciudad…".

Il riferimento è all’articolo “Bicentenario dell’Argentina. Una proposta per la nostra comunità .o per i 700mila italo-argentini”, pubblicato il 21 aprile scorso, nel quale proponevamo ad ogni cittadino italiano in Argentina a piantare un albero, per rendere omaggio al Paese che ha accolto con le braccia aperte milioni di italiani, lasciando una testimonianza alle future generazioni, a compimento della tradizionale trilogia: piantare un albero, avere un figlio e scrivere un libro.

In un altro paragrafo della lettera, Ventura informa su altre iniziative prese dal Circolo Italiano di Villa Regina in adesione al BIcentenario, come è stata quella di interrare una scatola di vetro, “la cápsula del tiempo”, contenendo storie e testimonianze della città, da essere aperta fra un secolo. Inoltre, la decisione di costruire il “Monumento all’Immigrante Italiano”.

Sono progetti nati in seno ad una piccola località in una terra, la Patagonia, nella quale i nostri connazionali col loro intenso lavoro hanno trasformato il deserto patagonico in un importante centro frutticolo che esporta in tutto il mondo e che, in un certo senso, ci porta a rifiutare la convinzione secondo cui le grandi città rappresentano il midollo delle società creative. Al riguardo, no resisto la tentazione di cadere nel luogo comune e, parafrasando Mario Benedetti dire: “El Sur del sur, también existe”.

Per quanto riguarda la nostra visione del giornalismo, lo sprone ricevuto, rinnova la volontà di continuare a lanciare bottiglie al mare, convinti che in qualche spiaggia, qualcuno riceverà il messaggio. (Walter Ciccione-Tribuna Italiana/Inform)

ciccioneg@speedy.com.ar


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