INFORM - N. 111 - 9 giugno 2010
ASSOCIAZIONI
Una
nota della UIM
Amnistia fiscale in Svizzera. Perché non
approfittarne ?
Incontro con Dino Nardi domenica 13 giugno
ZURIGO - Innanzitutto
è utile ricordare che la
Convenzione italo-svizzera per evitare le doppie imposizioni
fiscali del 1976 tra le tante questioni che affronta ve ne sono un paio che riguardano molto da vicino
anche gran parte dei nostri emigrati in Svizzera. La prima, a proposito di pensioni,
stabilisce che queste (escluse quelle statali o di qualsiasi altra Amministrazione
pubblica) sono imponibili da parte dello Stato in cui risiede il pensionato.
Pertanto se, per esempio, un cittadino italiano o elvetico risiede nella Confederazione
e percepisce una pensione dell’INPS deve dichiararla al fisco svizzero. La seconda riguarda i
proprietari di un bene immobile (casa o terreni) in Italia: sia il suo valore
patrimoniale che l’eventuale reddito (pur imponibili in Italia) devono essere
comunque dichiarati anche al fisco
elvetico per eventualmente concorrere a determinare l’aliquota dell’imposta
da applicare al rimanente reddito e/o patrimonio che si ha in Svizzera.
Ovviamente qualora
un cittadino italiano o elvetico risiedesse in Italia dovrà comportarsi nella
stessa maniera con il fisco italiano dichiarando
eventuali rendite (AVS-AI, Secondo Pilastro, ecc.) e/o valori o redditi patrimoniali
posseduti nella Confederazione.
Ciò premesso sappiamo
che in Svizzera non tutti i pensionati italiani e non tutti gli italiani che
risiedono in questo Paese hanno dichiarato
la loro pensione italiana e/o la loro
eventuale proprietà di un immobile in Italia al fisco elvetico: quasi sempre
anche in buona fede, vedendosi magari già tassata in Italia la pensione INPS
e pagando l’ICI sull’abitazione posseduta in Italia. Cosa fare, allora, per
mettersi in regola con il fisco svizzero? La risposta non può essere che quella
di chiarire la situazione con l’ufficio delle imposte del Comune di residenza
facendo valere la buona fede e non la volontà di evadere il fisco elvetico.
Tra l’altro, proprio
quest’anno (2010), nella Confederazione è in vigore una mini amnistia fiscale
le cui regole prevedono che coloro i quali, in passato, non abbiano dichiarato al fisco qualche reddito possano farlo adesso autodenunciandosi entro
il prossimo 31.12.2010. Coloro che si metteranno in regola non saranno perseguiti
e non dovranno pagare alcuna multa, ma semplicemente rimborsare al fisco svizzero
le imposte non pagate ed i relativi interessi per un periodo antecedente massimo
di dieci anni.
Per saperne di
più a questo proposito il Circolo Italo-Svizzero di Uster (Zurigo) ha organizzato
un incontro con Dino Nardi – coordinatore per l’Europa della UIM ed esperto
di problemi sociali del patronato ITAL-UIL – domenica 13 giugno 2010 alle ore
10.30 presso la sede sociale del Circolo in Poststrasse 7. (Inform)