INFORM - N. 111 - 9 giugno 2010
ESTERI
Il
ministro degli Esteri a Berlino
”
BERLINO - Linea
comune tra Italia e Germania nei confronti della posizione iraniana sul nucleare
, oggetto di una imminente risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu (“sarà
approvata nelle prossime ore” ha detto il ministro Franco Frattini) ma anche
intesa sugli ultimi sviluppi mediorientali e sulle prospettive di ricostruzione
e riconciliazione in Afghanistan, oggetto di una dichiarazione
comune: è quanto scaturito dal colloquio che Frattini ha avuto a Berlino con
il suo collega Guido Westerwelle.
“Sarebbe opportuno
– ha detto Frattini - che appena adottata la risoluzione, la comunità internazionale
lanciasse un appello formale all'Iran per tornare al tavolo dei negoziati. Questo
toglierebbe a Teheran ogni alibi”. Sulla stessa linea di Frattini il ministro
Westerwelle, secondo il quale “Teheran deve essere trasparente, deve fare chiarezza.
Abbiamo teso la mano ma non è stata accolta. Siamo pronti ai negoziati ma non
possiamo accettare la destabilizzazione della sicurezza perché l'arma atomica
è contro il diritto internazionale. L'Iran può usare l'energia atomica per usi
civili e noi lo appoggiamo in questo ma non può avere l'arma nucleare: è nell'interesse
del mondo”, ha concluso Westerwelle.
Quanto alla situazione
in Medio Oriente - riferisce la Farnesina - Frattini ha detto che dopo il blitz
israeliano contro la flottiglia diretta a Gaza “abbiamo temuto per una possibile
sospensione dei negoziati di pace” in Medio Oriente. Ma “la Lega araba ha mantenuto i suoi
equilibri, evitando segnali negativi ed il processo di pace va avanti. Chiudere
i confini significa dare ad Hamas una bandiera contro la pace”. Per questo -
ha proseguito Frattini - “dobbiamo aiutare Israele a trovare una soluzione affinché,
seppur con i necessari controlli, le merci possano entrare a Gaza”. A proposito
del blitz Frattini ha ribadito l'esigenza di una inchiesta “trasparente e completa”
garantita dalla presenza internazionale che, ha spiegato, potrebbe essere assicurata
dal Quartetto per “garantire a tutto il mondo” quanto accaduto. Anche su questo
condivisione da parte del capo della diplomazia tedesca, che ha ribadito l'esigenza
di un'indagine imparziale con la presenza del Quartetto sottolineando che il
blocco degli aiuti verso Gaza non è accettabile. “Un'inchiesta non è solo nell'interesse
della comunità internazionale ma anche nell'interesse di Israele”, ha aggiunto
Westerwelle.
Una dichiarazione congiunta sull’Afghanistan ha rafforzato
la linea di comune intesa emersa nei colloqui di Berlino tra Italia e Germania.
Roma e Berlino – si afferma, infatti, nella dichiarazione
comune - “appoggiano il processo lanciato dal presidente Karzai” che punta ad
aprire a tutti coloro che "tagliano i ponti con i gruppi terroristici,
rinunciano alla violenza e accettano la costituzione afghana". Italia e
Germania - si sottolinea - condividono inoltre la prospettiva di un “progressivo
passaggio delle responsabilità alle autorità afghane” e la necessità di considerare
la popolazione come "il centro di ogni strategia di sviluppo".
Roma e Berlino
salutano poi con favore i progressi verso un ruolo più efficace dell'Unione
Europea in Afghanistan, specialmente attraverso l'adozione del piano d'azione
europeo e sono d'accordo nel ritenere che la missione di polizia europea possa
giocare un “ruolo cruciale” per rafforzare il settore afghano della sicurezza
contribuendo a creare una forza civile di polizia sotto il controllo delle autorità
afghane e in linea con gli standard internazionali. (Inform)