INFORM - N.110 - 8 giugno 2010


COMMENTI 

Michele Santoriello (Pd): Pacchetto anticrisi in Germania, una manovra socialmente squilibrata.

 

FRANCOFORTE - Una manovra economica da 80 miliardi di Euro in cinque anni è un intervento di riduzione del debito federale imponente e drastica e non sempre di facile composizione. Una manovra che però colpisce duramente le fasce sociali più deboli, e non coinvolge per nulla i redditi alti e i consistenti patrimoni, è semplicemente una manovra socialmente squilibrata. Questo non lo dicono solo le opposizioni e i sindacati il giorno dopo l’annuncio del piano di risparmio presentato dalla cancelliera Merkel, ma anche esponenti importanti della CDU, come il Governatore della Regione Saar Peter Müller o il Ministro per le questioni sociali del land Nord Reno Westfalia, Karl-Josef Laumann, ed altri parlamentari della CDU e della cugina bavarese CSU.

 Una coalizione, quella conservatrice, nata 7 mesi orsono con il grande annuncio e proposito di tagliare la tasse ai redditi medio-bassi e di operare una riforma strutturale  delle sovvenzioni inutili in alcuni settori dell’economia che, con tali interventi di bilancio, non mantiene le promesse, anzi con questa manovra le contraddice apertamente.

Tagli netti di alcune prestazioni  ai percettori delle indennità di disoccupazione di lungo periodo-  la così denominata Hartz  IV -  esclusi inoltre da ora dall’assegno integrativo di famiglia, previsto dal 2007 per i genitori che scelgono di rimanere a casa a crescere ed educare i figli nei primi 14 mesi di vita del bambino. Tagliati  i versamenti per la pensione a carico dello stato per questa tipologia di disoccupati. Riduzione entro il 2014 di 15.000 posti nel settore pubblico, eliminazione dell’aumento già previsto della 13 mensilità, solo per citare alcuni riduzioni forti di spesa nel settore sociale e del pubblico impiego.

Per non parlare poi dei tagli parziali ad alcuni settori sovvenzionati dell’economia, anche questi però senza un piano strutturale, ma a detta di molti solo lì dove vi sarà meno capacità di opporsi alle riduzioni di spesa. 

Non è del tutto corretto poi quello che il governo afferma sulla partecipazione anche di alcuni settori economici al risanamento del bilancio federale. La tassa per la produzione di energia atomica, che i grandi gestori dovrebbero versare allo stato nei prossimi anni, circa 2 miliardi di euro,  non è altro che una mossa  del governo  per prolungare il tempo di attività delle centrali nucleari che dovrebbero chiudere nei prossimi cinque anni. Costi che comunque saranno fatti ricadere sui consumatori con l’ aumento della bolletta elettrica, mentre il governo non parla degli alti costi di bonifica dei siti di stoccaggio del materiale nucleare, siti  a rischio di inquinamento ambientale.

Altro esempio è la tassa sui voli aerei in partenza dagli scali tedeschi, balzello da applicare urgentemente , ma che alla fine ricadrà sui consumatori, con l’aumento del costo dei biglietti aerei.

Certo il capo del governo Angela Merkel ha confermato che nei settori scuola e ricerca non ci saranno tagli, anzi un investimento pari a 12 miliardi in quattro anni e la necessità di una profonda riforma dell’esercito e delle spese militari.

Nel complesso tuttavia bisogna dire che la manovra si delinea socialmente sbilanciata, i redditi e i patrimoni alti e consistenti non vengono minimamente toccati. Il rischio di una frenata interna dei consumi dei redditi medi e medio bassi non è da escludere. Questo fa dire a molti analisti e commentatori  politici che la cancelliera rischia molto con questa manovra.

Si annunciano mesi difficili per il governo e le opposizioni non saranno certo tenere con la coalizione giallo-nera. Si prevede  in Germania un' estate calda, anche sul fronte politico e sociale. (Michele Santoriello*/Inform)

*Circolo Pd Francoforte sul Meno

 

 


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