COMMENTI
Michele Santoriello (Pd): Pacchetto anticrisi in Germania,
una manovra socialmente squilibrata.
FRANCOFORTE - Una manovra economica da 80 miliardi di
Euro in cinque anni è un intervento di riduzione del debito federale imponente
e drastica e non sempre di facile composizione. Una manovra che però colpisce
duramente le fasce sociali più deboli, e non coinvolge per nulla i redditi alti
e i consistenti patrimoni, è semplicemente una manovra socialmente squilibrata.
Questo non lo dicono solo le opposizioni e i sindacati il giorno dopo l’annuncio
del piano di risparmio presentato dalla cancelliera Merkel, ma anche esponenti
importanti della CDU, come il Governatore della Regione Saar Peter Müller o
il Ministro per le questioni sociali del land Nord Reno Westfalia, Karl-Josef
Laumann, ed altri parlamentari della CDU e della cugina bavarese CSU.
Una coalizione, quella conservatrice, nata 7 mesi
orsono con il grande annuncio e proposito di tagliare la tasse ai redditi medio-bassi
e di operare una riforma strutturale delle sovvenzioni inutili in alcuni
settori dell’economia che, con tali interventi di bilancio, non mantiene le
promesse, anzi con questa manovra le contraddice apertamente.
Tagli netti di alcune prestazioni ai percettori
delle indennità di disoccupazione di lungo periodo- la così denominata
Hartz IV - esclusi inoltre da ora dall’assegno integrativo di famiglia,
previsto dal 2007 per i genitori che scelgono di rimanere a casa a crescere
ed educare i figli nei primi 14 mesi di vita del bambino. Tagliati i versamenti
per la pensione a carico dello stato per questa tipologia di disoccupati. Riduzione
entro il 2014 di 15.000 posti nel settore pubblico, eliminazione dell’aumento
già previsto della 13 mensilità, solo per citare alcuni riduzioni forti di spesa
nel settore sociale e del pubblico impiego.
Per non parlare poi dei tagli parziali ad alcuni settori
sovvenzionati dell’economia, anche questi però senza un piano strutturale, ma
a detta di molti solo lì dove vi sarà meno capacità di opporsi alle riduzioni
di spesa.
Non è del tutto corretto poi quello che il governo afferma
sulla partecipazione anche di alcuni settori economici al risanamento del bilancio
federale. La tassa per la produzione di energia atomica, che i grandi gestori
dovrebbero versare allo stato nei prossimi anni, circa 2 miliardi di euro,
non è altro che una mossa del governo per prolungare il tempo di
attività delle centrali nucleari che dovrebbero chiudere nei prossimi cinque
anni. Costi che comunque saranno fatti ricadere sui consumatori con l’ aumento
della bolletta elettrica, mentre il governo non parla degli alti costi di bonifica
dei siti di stoccaggio del materiale nucleare, siti a rischio di inquinamento
ambientale.
Altro esempio è la tassa sui voli aerei in partenza dagli
scali tedeschi, balzello da applicare urgentemente , ma che alla fine ricadrà
sui consumatori, con l’aumento del costo dei biglietti aerei.
Certo il capo del governo Angela Merkel ha confermato
che nei settori scuola e ricerca non ci saranno tagli, anzi un investimento
pari a 12 miliardi in quattro anni e la necessità di una profonda riforma dell’esercito
e delle spese militari.
Nel complesso tuttavia bisogna dire che la manovra si
delinea socialmente sbilanciata, i redditi e i patrimoni alti e consistenti
non vengono minimamente toccati. Il rischio di una frenata interna dei consumi
dei redditi medi e medio bassi non è da escludere. Questo fa dire a molti analisti
e commentatori politici che la cancelliera rischia molto con questa manovra.
Si annunciano mesi difficili per il governo e le opposizioni
non saranno certo tenere con la coalizione giallo-nera. Si prevede in
Germania un' estate calda, anche sul fronte politico e sociale. (Michele Santoriello*/
*Circolo Pd
Francoforte sul Meno