INTERVENTI
Dino Nardi (Uim e CGIE): Italianità nel mondo, scoviamo
i giovani anche attraverso lo sport
ZURIGO - Anche quest’anno, per la 24.ma volta, si è tenuta
domenica scorsa a Berna, allo stadio di atletica leggera, l’ormai tradizionale
selezione elvetica per i Giochi Sportivi Studenteschi organizzati dal Comitato
Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Una iniziativa, unica nel suo genere in
Svizzera, in cui sono coinvolti centinaia e centinaia di giovani italiani, maschi
e femmine, grazie all’impegno del Delegato nazionale CONI per
Tuttavia la sopravvivenza di queste selezioni, che si
tengono all’estero tra le comunità italiane (in Svizzera nel nostro caso) per
i Giochi Sportivi Studenteschi organizzati dal CONI, è condizionata dalla (ovvia)
partecipazione di giovani di origine italiana. La quale, a sua volta, è condizionata
fortemente non solo dall’impegno che vi mettono l’associazionismo ed i Comites
ma soprattutto dal sistema organizzativo dei Corsi di lingua e cultura e, quindi,
dall’impegno che vi mettono localmente nell’organizzazione dei Giochi, da un
lato, i dirigenti dei vari Uffici Scuola dei Consolati e, dall’altro, gli stessi
insegnanti dei corsi. Un impegno che, purtroppo, negli Uffici Scuola e nel corpo
insegnante, si mormora che spesso non sia sempre sufficientemente profuso e,
quindi, se ciò fosse vero, andrà in qualche modo sollecitato e recuperato per
il futuro.
Senza, poi, dimenticare che il tutto è infine condizionato,
ovviamente, dalla sopravvivenza stessa dei Corsi di lingua e cultura che, coi
tempi che corrono (tagli nel loro finanziamento da parte del governo italiano),
non è certamente scontata. Prova ne abbiamo avuta proprio con il forte calo
degli allievi che vi è stato, per esempio in Svizzera, nel corrente anno scolastico
rispetto a quello precedente dopo il taglio della Legge Finanziaria 2009 al
capitolo di spesa 3153 del MAE (2008: Mio. 27.184.918; 2009: Mio. 20.100.000;
2010: Mio. 16.500.000 previsti in bilancio) che ha creato un forte clima di
incertezza sia in coloro che gestiscono i corsi di lingua e cultura che tra
le stesse famiglie con bambini in età scolastica. Un motivo in più, pertanto,
affinché Associazionismo, Comites, Cgie, parlamentari eletti all’estero, tutti
insieme, si impegnino ancor di più nei confronti del governo italiano per garantire
il loro finanziamento e quindi la tenuta dei corsi: è in gioco la difesa ed
il futuro dell’italianità all’estero se perdiamo una delle poche occasioni che
abbiamo (la lingua, la cultura, lo sport) per attirare i giovani di origine
italiana al “nostro mondo”! (Dino Nardi*/
*Coordinatore
UIM Europa e consigliere CGIE