INFORM - N.110 - 8 giugno 2010


MOSTRE

Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d'Italia

“I Padri Fondatori” al Senato

 

ROMA – “I Padri Fondatori”: al Senato ha aperto i battenti una grande mostra che vuole ripercorrere la costruzione dello stato unitario attraverso i suoi protagonisti, uomini che cercarono di realizzare i loro convincimenti ideali.

La mostra rientra nel ciclo delle manifestazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Vuole celebrare i “Grandi Italiani” - Cattaneo, Gioberti, Mazzini, d'Azeglio, Manin, Tommaseo, Spaventa, Garibaldi, Pisacane, Cavour - che hanno contribuito in misura determinante a realizzare una importante pagina della storia patria.

L'attività dei “Padri Fondatori” si esplicò in vari modi: attraverso le azioni - partecipando a tentativi insurrezionali, combattendo durante le guerra d'indipendenza o all'interno dell'impegno politico - o mediante la scrittura e la diffusione degli ideali di patriottismo e di libertà. Ecco dunque in mostra un centinaio di opere tra documenti, libri, lettere, manoscritti, cimeli, fotografie, dipinti a olio, che documentano i ritratti di questi protagonisti mettendo in luce anche altre figure che si mossero all'interno di idealità comuni pur mostrando singole fisionomie: da Cesare Beccaria a Ugo Foscolo e Alessandro Manzoni; da Carlo Cattaneo a, tra gli altri, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Mazzini, Massimo D'Azeglio, Giuseppe Garibaldi, fino ad arrivare a Camillo Cavour.

Promossa dal Senato e dall'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, la mostra è a cura del prof. Giuseppe Talamo, presidente dell'Istituto. Talamo è  scomparso il 25 maggio scorso.

La mostra si articola in varie sezioni: Storie d'Italia; Verso la Costituzione; I Precursori; I Padri fondatori; Il Pantheon Ideale.

Ogni singola sezione della mostra è illustrata da un ritratto del protagonista, da una selezione di citazioni e da una serie di cimeli originali quali manoscritti e documenti volti ad illustrare la vita della figura. La presenza di piante e mappe originali dell'Italia tra XVIII e XIX secolo consente di contestualizzare la vita di questi singoli protagonisti .

I preziosi materiali esposti provengono prevalentemente dalla Biblioteca del Senato e dal Museo Centrale del Risorgimento e cercano di far affiorare lo stretto legame che si venne a creare, durante l'Ottocento, tra l'attività teorica e la prassi politica. La generazione risorgimentale utilizzò infatti la diffusione della stampa, e in modo particolare, la stampa periodica, per far circolare i nuovi ideali di libertà e di nazione.

Dalla metà del secolo XVIII, l'impetuosa spinta del pensiero illuminista produsse un forte movimento riformatore anche da parte dei governi monarchici assolutisti del tempo. L'attività riformatrice in Italia, dunque, si configurò come parte del più generale moto di rinnovamento politico, giuridico, amministrativo e culturale di cui l'"assolutismo illuminato" si fece promotore in Europa. In particolare, nella Lombardia austriaca, l'attività riformatrice viene proposta da Maria Teresa e Giuseppe II, con il concorso di intellettuali progressisti come il conte Pietro Verri e il marchese Cesare Beccaria, incarnando una saldatura tra politica dei sovrani e iniziative di rinnovamento culturale. Tra I Precursori: Cesare Beccaria, Pietro e Alessandro Verri; Ugo Foscolo; Alessandro Manzoni.

A partire dal 1860 iniziarono a circolare una serie di immagini legate agli avvenimenti contemporanei. Dalla raffigurazione delle battaglie del 1859 ai fatti occorsi durante la spedizione dei Mille; dalle mappe con le annotazioni dei luoghi degli avvenimenti bellici alle fotografie con i ritratti dei singoli protagonisti. Ma allo stesso tempo presero a circolare delle tavole litografate con ritratti di "gruppo". Attraverso le moderne tecniche di riproduzione meccanica si riusciva infatti a realizzare quello che con la pittura e con la fotografia non si riusciva a creare: una sorta di ritratto collettivo dei "protagonisti" delle vicende risorgimentali. In questo modo, sulle tavole litografate, potevano trovar posto Garibaldi e Ricasoli accanto a Cavour e Napoleone III o Vittorio Emanuele II, cercando di produrre opere che, mediante l'inclusione o l'esclusione di questo o di quel personaggio potessero avere la più ampia condivisione e diffusione. Ogni ritratto di gruppo rispondeva perciò ad una esigenza politica e culturale, spesso legata anche alla committenza. Si creava così un Pantheon Ideale, in cui le figure dei Padri della Patria, si mostravano ai patrioti risorgimentali. Ma allo stesso tempo questa necessità di trovare dei Padri Fondatori, consentiva di recuperare suggestioni culturali molto più lontane.

Ecco quindi I Padri Fondatori: un “Pantheon” ideale: Carlo Cattaneo; Vincenzo Gioberti; Giuseppe Mazzini; Massimo d'Azeglio; Daniele Manin; Nicolò Tommaseo; Silvio Spaventa; Giuseppe Garibaldi; Carlo Pisacane; Camillo Cavour.

La mostra , inaugurata ieri dal presidente del Senato Renato Schifani, rimarrà aperta fino al 1° agosto. L’ingresso è libero (http://www.senato.it/documenti/repository/notizie/2010/brochure%20Padri%20Fondatori.pdf ) (Inform)

 

 


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