MOSTRE
Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d'Italia
“I Padri Fondatori” al Senato
ROMA – “I Padri Fondatori”: al Senato ha aperto i battenti
una grande mostra che vuole ripercorrere la costruzione dello stato unitario
attraverso i suoi protagonisti, uomini che cercarono di realizzare i loro convincimenti
ideali.
La mostra rientra nel ciclo delle manifestazioni per
i 150 anni dell'Unità d'Italia. Vuole celebrare i “Grandi Italiani” - Cattaneo,
Gioberti, Mazzini, d'Azeglio, Manin, Tommaseo, Spaventa, Garibaldi, Pisacane,
Cavour - che hanno contribuito in misura determinante a realizzare una importante
pagina della storia patria.
L'attività dei “Padri Fondatori” si esplicò in vari modi:
attraverso le azioni - partecipando a tentativi insurrezionali, combattendo
durante le guerra d'indipendenza o all'interno dell'impegno politico - o mediante
la scrittura e la diffusione degli ideali di patriottismo e di libertà. Ecco
dunque in mostra un centinaio di opere tra documenti, libri, lettere, manoscritti,
cimeli, fotografie, dipinti a olio, che documentano i ritratti di questi protagonisti
mettendo in luce anche altre figure che si mossero all'interno di idealità comuni
pur mostrando singole fisionomie: da Cesare Beccaria a Ugo Foscolo e Alessandro
Manzoni; da Carlo Cattaneo a, tra gli altri, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Mazzini,
Massimo D'Azeglio, Giuseppe Garibaldi, fino ad arrivare a Camillo Cavour.
Promossa dal Senato e dall'Istituto per
La mostra si articola in varie sezioni: Storie d'Italia;
Verso
Ogni singola sezione della mostra è illustrata da un
ritratto del protagonista, da una selezione di citazioni e da una serie di cimeli
originali quali manoscritti e documenti volti ad illustrare la vita della figura.
La presenza di piante e mappe originali dell'Italia tra XVIII e XIX secolo consente
di contestualizzare la vita di questi singoli protagonisti .
I preziosi materiali esposti provengono prevalentemente
dalla Biblioteca del Senato e dal Museo Centrale del Risorgimento e cercano
di far affiorare lo stretto legame che si venne a creare, durante l'Ottocento,
tra l'attività teorica e la prassi politica. La generazione risorgimentale utilizzò
infatti la diffusione della stampa, e in modo particolare, la stampa periodica,
per far circolare i nuovi ideali di libertà e di nazione.
Dalla metà del secolo XVIII, l'impetuosa spinta del pensiero
illuminista produsse un forte movimento riformatore anche da parte dei governi
monarchici assolutisti del tempo. L'attività riformatrice in Italia, dunque,
si configurò come parte del più generale moto di rinnovamento politico, giuridico,
amministrativo e culturale di cui l'"assolutismo illuminato" si fece
promotore in Europa. In particolare, nella Lombardia austriaca, l'attività riformatrice
viene proposta da Maria Teresa e Giuseppe II, con il concorso di intellettuali
progressisti come il conte Pietro Verri e il marchese Cesare Beccaria, incarnando
una saldatura tra politica dei sovrani e iniziative di rinnovamento culturale.
Tra I Precursori: Cesare Beccaria, Pietro e Alessandro Verri; Ugo Foscolo; Alessandro
Manzoni.
A partire dal 1860 iniziarono a circolare una serie di
immagini legate agli avvenimenti contemporanei. Dalla raffigurazione delle battaglie
del 1859 ai fatti occorsi durante la spedizione dei Mille; dalle mappe con le
annotazioni dei luoghi degli avvenimenti bellici alle fotografie con i ritratti
dei singoli protagonisti. Ma allo stesso tempo presero a circolare delle tavole
litografate con ritratti di "gruppo". Attraverso le moderne tecniche
di riproduzione meccanica si riusciva infatti a realizzare quello che con la
pittura e con la fotografia non si riusciva a creare: una sorta di ritratto
collettivo dei "protagonisti" delle vicende risorgimentali. In questo
modo, sulle tavole litografate, potevano trovar posto Garibaldi e Ricasoli accanto
a Cavour e Napoleone III o Vittorio Emanuele II, cercando di produrre opere
che, mediante l'inclusione o l'esclusione di questo o di quel personaggio potessero
avere la più ampia condivisione e diffusione. Ogni ritratto di gruppo rispondeva
perciò ad una esigenza politica e culturale, spesso legata anche alla committenza.
Si creava così un Pantheon Ideale, in cui le figure dei Padri della Patria,
si mostravano ai patrioti risorgimentali. Ma allo stesso tempo questa necessità
di trovare dei Padri Fondatori, consentiva di recuperare suggestioni culturali
molto più lontane.
Ecco quindi I Padri Fondatori: un “Pantheon” ideale:
Carlo Cattaneo; Vincenzo Gioberti; Giuseppe Mazzini; Massimo d'Azeglio; Daniele
Manin; Nicolò Tommaseo; Silvio Spaventa; Giuseppe Garibaldi; Carlo Pisacane;
Camillo Cavour.
La mostra , inaugurata ieri dal presidente del Senato
Renato Schifani, rimarrà aperta fino al 1° agosto. L’ingresso è libero (http://www.senato.it/documenti/repository/notizie/2010/brochure%20Padri%20Fondatori.pdf
) (