ITALIANI ALL’ESTERO
Sul Messaggero di sant’Antonio, edizione per l’estero, l’indagine di Anna
Maria Zampieri Pan sulla stampa italiana in Canada ai tempi del fascismo
La gloria e il trionfo… a parole
Dopo l’Italia del Canada del 1911 e L’Eco d’Italia del
1955, una breve rassegna di un periodico pubblicato a Vancouver tra il 1936
e il 1940
VANCOUVER - L’indagine che sto conducendo sulla stampa
italiana nell’ovest del Canada, per informazione dei lettori ma anche in preparazione
della Mostra del centenario (1911-2011) in cantiere nello spazio museale del
locale Centro culturale italiano di Vancouver, prosegue con la rassegna di un
periodico comunitario, nato in piena epoca fascista, ed esauritosi nel giro
di quattro anni.
Interessanti, talora stupefacenti, le sorprese riservateci.
La prima copia de L’Eco Italiana è datata all’inglese (Friday, October 9, 1936)
forse in ragione del contenuto bilingue del giornale: quattro pagine in formato
tabloid. Costo di una copia: 5 cents, abbonamento annuale: 1 dollaro.
L’Eco Italiana indica come proprietari Giulio Trevisiol,
Leo Cecarini e Louis Marino, ma se ne parla tuttora come della creatura di Bruno
Girardi, il capo-cordata che in qualità di direttore- editore lo gestirà l’anno
dopo, nel 1937, denominandolo L’Eco Italo-Canadese, questa volta con periodicità
settimanale.
Nella copia d’origine, quella del 1936, il foglio si
definisce «Only Italian Semi-Montly Newspaper
Published in British Columbia», il solo giornale semi-mensile
pubblicato nella British Columbia.
Ciò fa supporre la cessata circolazione, in quegli anni,
del glorioso primogenito della stampa italiana prodotta a Vancouver, e cioè
dell’Italia del Canada risalente al 1911 (*)
La di
Ci sia permessa una riflessione: come possa un
giornale, sia pure comunitario, di
In grande rilievo si annuncia
scoperta dell’America: lo si farà con concerto, banchetto
e gran ballo, il tutto organizzato da un apposito Comitato esecutivo composto
da una ventina di esponenti comunitari. Abbinate alle feste colombiane ci sono
le miss, tre belle giovani elette dal numeroso pubblico: la reginella Clorinda
Piccolo con le damigelle Patricia Pulice e Mary Canal (la regina Isabella e
la sua scorta? Le tre caravelle?).
Le notizie dall’Italia sono riprese dalle famose «veline
del regime» – propaganda fascista – preparate a Roma dalla Minculpop, e girate
al giornale dal vice console in carica. Al tempo non esistevano collegamenti
via telescrivente tra la redazione (mi riferisco all’Eco d’Italia degli anni
Ottanta-Novanta) e l’agenzia di stampa italiana Ansa,
e si era anni luce lontani dall’odierna immediata comunicazione via Internet.
Ecco, perciò, alcuni titoli risalenti a... 74 anni fa: «L’Italia svaluta
Una notiziola di cinque righe, piazzata tra brevi cronache
locali e avvisi comunitari, recita: «Nei circoli diplomatici del mondo prevale
il rumore che il Conte Galeazzo Ciano, genero del Duce, venga eletto Capo del
Gabinetto Fascista e possibilmente il suo successore». Sappiamo bene che non
è andata proprio così... (**).
Dalle pagine interne, ricche di inserzioni pubblicitarie
di ditte italiane e canadesi, si apprende l’arrivo dei due primi sacerdoti italiani
alla chiesa del Sacro Cuore: don Gioachino Bortignon e don Leonardo Della Bedia.
«Finalmente il sogno di tutte le famiglie italiane si è realizzato» si legge
in apertura di notizia. Si avverte anche che «la scuola italiana incomincerà
il 19 ottobre nella scuola del Sacro Cuore, al 900 di Pender Street, e gli insegnanti
saranno i due nuovi sacerdoti italiani». L’anno seguente – lo documenta abbondantemente
Raymond Culos nel primo volume di Vancouver’s Society of Italians – l’insegnamento
della lingua italiana, esteso dall’allora Little Italy cittadina ai centri di
North Vancouver e New Westminster, raggiungerà grande successo sotto la direzione
della maestra Cleofe Forti «47 anni, inviata a Vancouver dal governo di Roma
come parte dell’enfasi recentemente posta da Mussolini a supporto delle scuole
di lingua italiana all’estero». L’arrivo della nuova insegnante è documentato
da un comunicato consolare, pubblicato il 9 gennaio 1937 ne L’Eco Italo-Canadese,
settimanale in immediata continuità con L’Eco Italiana. Alla regia sede vice-consolare
di Vancouver era stato assegnato, nel frattempo, il cavalier dottor Giuseppe
Brancucci, che tanta influenza avrà sull’orientamento fascista del giornale
comunitario – accentuato nel 1938 sotto la direzione di Alberto Boccini –, e
specialmente sul Circolo Giulio Giordani cui aderivano i sostenitori del regime
di Mussolini.
Un’approfondita rassegna critica dei contenuti del settimanale
è stata condotta dal professor Angelo Principe nel suo The darkest side of the
fascist years: the Italian-Canadian press, 1920-1942 edito nel 1999 dalla Guernica
di Toronto. Un intero capitolo della pubblicazione, il quarto, è
titolato «L’Eco Italo-Canadese: 1936- 1940 (Vancouver)»;
in apertura si afferma che «L’Eco, tabloide di 12 pagine, ha servito la comunità
meglio di quanto fatto dai più pretenziosi giornali dell’est, l’Italia e Il
Bollettino, rispettivamente di Montréal e Toronto. «L’Eco era stato creato nell’ondata
di euforia patriottica riversatasi sugli italo canadesi a seguito del successo
dell’Italia nella guerra d’Etiopia» – vi si legge – e «perfino il rinomato
avvocato Angelo Branca ha contribuito al successo dell’iniziativa editoriale
dando il suo supporto», riconosciuto pubblicamente anche dal presidente della
Società Figli d’Italia W. Ruocco.
Quello del giudice Branca è definito «mild antifascism
», ma diventerà aperta messa in guardia e condanna, nel maggio del
Quindici anni dopo, nascerà il longevo giornale di Mainardi
e Mori, descritto nell’articolo L’Eco d’Italia, «un’epopea tra le rotative»,
del febbraio 2010. (Anna Maria Zampieri Pan-Messaggero di sant’Antonio, edizione
italiana per l’estero, numero di giugno/
(*) Pagine
italiane, di Anna Maria Zampieri Pan, Messaggero di sant’Antonio-edizione italiana
per l’estero
Luglio-Agosto 2009.
(**) Quando
il nonno fece fucilare papà di Fabrizio Ciano, Mondadori editore, 1991