INFORM - N.109 - 7 giugno 2010


LIBIA

Chiusi gli uffici dell’Unhcr a Tripoli

Preoccupazione del Cir, che chiede l’intervento del ministro Frattini  e del commissario Ue Cecilia Malmström

 

ROMA – Dall’inizio di giugno gli uffici dell’Unhcr a Tripoli sono chiusi.

“L'invito a chiudere l'ufficio libico è arrivata dal coordinatore del sistema delle Nazioni Unite in Libia, che aveva ricevuto la richiesta dalle autorità libiche, per cui noi abbiamo ritenuto di chiudere.Ora stiamo cercando di capire se ci sono motivi specifici dietro questa richiesta e se esistono margini di trattativa”, ha detto ai media Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr per l'Italia, Malta, Cipro, Grecia e Albania. “Il nostro auspicio è che sia una chiusura temporanea e che quanto prima si possa ritornare ad aprire l'ufficio e a lavorare”. Laura Boldrini fa presente che l’ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Libia è aperto da 19 anni: “Abbiamo iniziato a operare su richiesta della autorità libiche, per cui ci auguriamo che questa situazione possa essere sbloccata quanto prima e che si continui a fare il nostro lavoro, anche perché in Libia ci sono rifugiati e richiedenti asilo”.

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati si dice “molto preoccupato per l’interruzione delle attività dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Libia”.

Il Cir è partner dell’Unhcr Tripoli per l’attuazione di un progetto triennale, iniziato nell’aprile 2009, e che, sottolinea il Cir, “ha già prodotto notevoli passi in avanti nella direzione della protezione di rifugiati e migranti in Libia e della gestione dei flussi migratori”. Le attività includono “visite regolari a 16 centri di detenzione per migranti, la fornitura di aiuti umanitari, un programma di rimpatrio volontario assistito nonché iniziative di capacity building delle istituzioni libiche, anche attraverso scambi di esperienze nella gestione dei flussi migratori tra Libia e Italia e l’organizzazione di missioni di studio”.

Il Cir spiega che “la decisione del ministro degli Affari Esteri libico di chiudere la delegazione dell’Unhcr è stata già oggetto di una lettera indirizzata il 1° giugno al ministro degli Esteri Franco Frattini a firma del presidente del Cir Savino Pezzotta e del direttore Christopher Hein”. Il Cir ha chiesto l’intervento di Frattini affinché l’Unhcr possa “immediatamente riprendere le proprie attività e ottenga dal governo libico formale riconoscimento diplomatico”. Analoga richiesta è stata avanzata dal Cir assieme con l’International Centre for Migration Policy Development (Icmpd), l’altro partner del progetto, nei confronti della commissaria europea Cecilia Malmström,responsabile per gli Affari Interni e Giustizia. 

Il Cir si augura che “sia superato al più presto questo momento critico che rischia di deprivare rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia di quel minimo di protezione che in questi ultimi tempi si è potuta fornire soprattutto alle persone trattenute nei centri”.

Inoltre il Cir confida che, comunque, grazie al suo partner operativo in Libia l'International Organisation for Peace, Care and Relief (Iopcr) nel frattempo le attività sul campo non subiscano interruzioni. (Inform)

 

 


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