FESTA DELLA REPUBBLICA
Randazzo (Pd) a Sydney per la celebrazione del 64°anniversario
“Sarà lo spirito all’estero di chi ama l’Italia, a spronare
con ottimismo e fiducia i connazionali in patria”
SYDNEY – Domenica 6 giugno Nino Randazzo, senatore eletto per il Pd al Parlamento italiano nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha partecipato a Sydney alla celebrazione dell’anniversario della Repubblica italiana.
Erano presenti, insieme al pubblico, il ministro federale Laurie Ferguson, il leader dell’opposizione federale Tony Abbott, Phil Costa, ministro dello Stato del New South Wales, il leader dell’opposizione nel Parlamento del New South Wales Barry O’Farrell, il deputato italiano del Pd eletto nella medesima ripartizione, Marco Fedi, il console generale d’Italia a Sydney Benedetto Latteri, numerosi parlamentari, rappresentati delle istituzioni statali australiane e delle associazioni italo-australiane.
“Celebrare i 64 anni della Repubblica italiana riesce per vari aspetti più facile e significativo all’estero che non in patria, più facile a Sydney che non a Roma - ha dichiarato Randazzo nel suo intervento. - Qui, come in qualsiasi altra città del mondo che ospita cospicui gruppi di connazionali, la ricorrenza è qualcosa di eccezionalmente sentito, di genuino. Malinconico per quanto possa sembrare, è un dato di fatto”.
Sentita anche
la partecipazione a Roma alla parata militare del 2 giugno, a cui “però mancavano
tutti i ministri di una parte politica importante del governo… Uno di loro,
- ha proseguito Randazzo - il ministro dell’Interno Maroni, se n’è andato a
Varese dove, al posto dell’Inno di Mameli, è stata eseguita “
“Malinconica situazione, ne converrete. Anche perché si accompagna, economicamente, socialmente, nella politica e nelle istituzioni, ad uno dei momenti più delicati, cruciali, dell’intera storia repubblicana: un clima di sfiducia, insicurezza, preoccupazione, nelle fasce più deboli della popolazione, nel mondo del lavoro, dei giovani, dell’imprenditoria, in un regime, italiano ed europeo, di pur necessaria austerità. Si accompagna anche alla crisi più profonda nelle politiche per gli italiani all’estero, - ha aggiunto l’esponente Pd al Senato - mai così trascurati, danneggiati e offesi nei loro sentimenti, nelle loro aspettative e nei loro diritti”.
“Nonostante tutto questo – ha aggiunto Randazzo, - io credo e non mi stanco di ripetere che all’estero la ricorrenza dell’anniversario della Repubblica assume, forse più che in Italia, un reale significato di “festa”, con un generoso tocco di ottimismo e di fiducia. Perché c’è di che celebrare, di che sperare. Una Costituzione fra le più belle e moderne del mondo. Una democrazia e un’economia nate e rinate da tanti momenti bui di rovine e di crisi come questo. Un Paese in grado di battere l’esagitato federalismo anti-unitario. Un Paese dove, come ha dichiarato il 2 giugno il sindaco di Roma Alemanno, uno dei personaggi che non hanno disertato, l’83 per cento del popolo è orgoglioso di far parte di un’unica grande nazione”.
“Sarà anche lo spirito all’estero di chi celebra con convinzione l’anniversario della fondazione della Repubblica e i 150 anni dell’Unità d’Italia, lo spirito all’estero di chi ama l’Italia, a spronare con ottimismo e fiducia i connazionali in patria, e quindi - ha proseguito Randazzo – a contribuire al superamento di questo momento torbido e mortificante. Grazie alla feconda presenza italiana nel quinto continente, il cuore dell’Australia resta sempre vicino alle vive realtà dell’Italia, come, solo per citare il caso più recente, il generoso responso (quasi quattro milioni di dollari) all’appello per la ricostruzione dell’Aquila devastata dal terremoto ha ancora una volta dimostrato”.
“Diventiamo, anche in Australia, portatori di un messaggio di ottimismo e fiducia: a partire da questo 64° della Repubblica, mettiamocela tutta, per i prossimi dodici, anzi diciotto, mesi nelle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. I settori più sensibili e consapevoli del popolo multiculturale australiano ci stanno a guardare, anche perché già nell’Australia coloniale di un secolo e mezzo fa la conclusione delle vicende risorgimentali d’Italia aveva un’eco straordinaria. Dovremo risvegliare quell’eco, - ha concluso Randazzo - quella nota d’amore e di speranza, a dispetto di chi si adopera, invano, per distruggere l’Unità d’Italia”. (Inform)