INFORM - N. 109 - 7 giugno 2010


FARNESINA

La riforma del ministero degli Esteri, risposte al presente per governare il futuro

 

ROMA - La Farnesina cambia. La riforma voluta dal ministro degli Esteri Franco Frattini e disegnata dal segretario generale Giampiero Massolo innova nell’organizzazione con l’obiettivo di dare risposte al presente e governare il futuro.

“La fine della guerra fredda e delle demarcazioni bipolari – spiega Frattini – hanno dato vita ad un mondo integrato ed interconnesso, dove le principali nuove sfide alla sicurezza sono sempre più transnazionali; allo stesso tempo, nel mondo trasformatosi in ‘villaggio globale’, la competizione economica e politica tra gli Stati nazionali si è accresciuta”. Per questo, “nulla è più scontato per nessuno: bisogna guadagnarsi giorno per giorno, sul campo, la propria influenza politica e la propria competitività economica, in un sistema internazionale dove il numero degli attori che contano si è moltiplicato vertiginosamente”. Di fronte a tali scenari era necessario agire per adeguare le strutture del ministero alla nuove sfide. Ed è questo, puntualizza Frattini, “il senso del riassetto a cui abbiamo pensato, insieme con il segretario generale Massolo, allineandoci a quanto stanno facendo anche i nostri principali partner europei”.

In un sistema, dunque, sempre più globalizzato ed interconnesso, il ministero degli Esteri incardinerà il suo lavoro quotidiano non più per aree geografiche ma per macro-settori tematici: sicurezza, integrazione europea e proiezione all’estero del sistema-Paese, i tre “pilastri”. I riflettori saranno puntati sulle opportunità di business per le imprese italiane nei cinque continenti: ci sarà una cabina di regia a Roma, con un’apposita direzione generale alla Farnesina e terminali operativi nelle varie ambasciate, con gli ambasciatori che, grazie ad accresciute responsabilità manageriali, saranno chiamati a gestire in autonomia il bilancio delle rispettive sedi.

Fondamentale, sottolinea Frattini la promozione all’estero del sistema-Paese che “non si limita alla componente economico-finanziaria, ma ingloba anche quella culturale, il ‘soft power’ dell’Italia, quel potere di attrazione che pochi hanno, che molti ci invidiano e che dobbiamo perciò valorizzare al massimo”.

Nel seguire uno schema di accorpamento delle competenze, il numero delle direzioni generali è ridotto da 13 a 8: Affari Politici e Sicurezza, Mondializzazione e Questioni Globali; Promozione del Sistema Paese; Unione Europea; Cooperazione allo Sviluppo; Italiani all’Estero; Risorse e Innovazione; Amministrazione, Informatica e Comunicazione. Il nuovo assetto sarà quindi fondato sulla centralità dell’approccio tematico, ma senza tralasciare la dimensione geografica o bilaterale che continuerà ad essere seguita da direttori centrali.

Il raccordo tra le varie direzioni, nell’azione quotidiana del ministero, è affidato al segretario generale e, su base sistematica, al Consiglio di amministrazione: un organo quest’ultimo, che sarà più snello nella sua composizione e assumerà un vero e proprio ruolo-guida dell’azione ministeriale, essendo chiamato ad esprimere valutazioni sugli indirizzi strategici e sull’azione complessiva della Farnesina.

La riorganizzazione della Farnesina si affianca alla razionalizzazione della rete diplomatico-consolare e delle scuole italiane all’estero, avviata sin dal 2007: l’obiettivo è di adeguare la rete consolare, disegnata in un’epoca ormai lontana caratterizzata da forte emigrazione, alle nuove esigenze delle collettività italiane, qualificando i servizi forniti – anche “a distanza”, grazie alle innovazioni informatiche - e “reinvestendo” in uffici più efficienti le risorse umane e finanziarie così rese disponibili. L’azione di rinnovamento della Farnesina si estende anche al tema della sostenibilità ambientale: servizio di mensa e forniture eco-responsabili; riduzione del consumo di carta; raccolta differenziata; organizzazione di eventi ad impatto zero; sostituzione del parco auto con modelli a basso consumo. E all’estero, con il progetto pilota “ambasciata verde” avviato con l’ambasciata d’Italia a Brasile che, entro la fine dell’anno, sarà in grado di soddisfare gran parte dei propri bisogni energetici grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici. (Inform)

 


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