QUIRINALE
In
occasione della celebrazione del bicentenario della nascita di Cavour
Napolitano: “Unità nazionale e coesione
sociale non significano centralismo e burocratismo”
“Possono crescere solo con le riforme e
mirando ad avvicinare Nord e Sud”
ROMA - "La grandezza del moto unitario in Italia sta precisamente nella ricchezza e molteplicità delle sue ispirazioni e delle sue componenti; la grandezza di Cavour sta nell'aver saputo governare quella dialettica di posizioni e di spinte, nell'aver saputo padroneggiare quel processo fino a condurlo al suo sbocco più avanzato". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo a Santena, provincia di Torino, in occasione della celebrazione del bicentenario della nascita di Cavour "massimo, sapiente artefice e regista" dell'unificazione dell'intera nazione italiana.
"Non ci si dedichi dunque - in vista del centocinquantenario - a esercizi improbabili, per non dire del tutto campati in aria, di nostalgismo meridional-borbonico o di cavourismo immaginario, nell'idoleggiamento di un presunto Cavour chiuso in un orizzonte nordista e travolto nolente dalla liberazione del Mezzogiorno. Riconosciamoci tutti - ha affermato il presidente della Repubblica - nell'esito esaltante del movimento per l'Unità d'Italia, condizione e premessa dell'ingresso del nostro paese nell'Europa moderna e del suo successivo trasformarsi e svilupparsi. E di questa consapevolezza storica unitaria facciamo il solido, essenziale riferimento per garantire la coesione della nostra società e del nostro Stato nel contesto sempre più impegnativo dell'integrazione europea e della globalizzazione".
"Ciò implica - ha proseguito il capo dello Stato - un nuovo grande sforzo culturale ed educativo: ben vengano ricerche e confronti, iniziative nelle scuole e impulsi comunicativi, che contribuiscano anche a popolare la scena del movimento per l'Unità d'Italia e della conquista dell'Unità non di santini ma di figure vive, a cominciare da quella di Cavour nella pienezza del suo genio e del suo carattere, dei suoi umori e tormenti, delle sue passioni.
E di Cavour si trasmetta sempre di più, specialmente qui a Torino e in Piemonte, l'esperienza di riformatore liberale, che non deve essere offuscata dal ruolo preminente poi assunto sulla scena nazionale e sulla scena politico-diplomatica europea".
Per il presidente Napolitano è necessaria "una cruda individuazione ed analisi dei vizi d'origine del nostro Stato unitario, di debolezze e contraddizioni da cui sono scaturiti, in diversi periodi, pesanti fenomeni degenerativi, di nodi ancora da sciogliere per poterci porre, come società e come Stato nazionale, in condizione di competere e progredire nell'Europa e nel mondo di oggi e di domani!".
"Unità nazionale e coesione sociale - ha sottolineato il capo dello Stato - non significano centralismo e burocratismo, non significano mortificazione delle autonomie, delle diversità e delle ragioni di contrasto e confronto sociale e politico. Unità e coesione possono anzi crescere solo con riforme e loro conseguenti attuazioni, con indirizzi di governo a tutti i livelli, con comportamenti collettivi, civili e morali, che siano capaci di rinnovare la società e lo Stato, mirando in special modo ad avvicinare Nord e Sud, ad attenuare il divario che continua a separarli.
"Rivolgendoci a un passato che merita di essere celebrato senza vacuità retoriche e senza autolesionismi, guardando avanti con saggezza ma senza conservatorismi al cammino da compiere, le celebrazioni del centocinquantenario - ha concluso Napolitano - ci appaiono davvero una grande occasione da cogliere nell'interesse comune dell'Italia e degli italiani". (Inform)