RASSEGNA STAMPA
Da “Il Mondo”, 11 giugno 2010
Massolo: “Una Farnesina made
in Italy”
ROMA - Adeguare il ministero degli Affari esteri alle
nuove sfide imposte dalla globalizzazione. Renderlo capace di affrontare le
tematiche transnazionali, dal terrorismo alla criminalità organizzata, dalla
sanità al cambiamento climatico, all'energia. Soprattutto, permettere alla Farnesina
un approccio di sistema alla promozione all'estero delle eccellenze italiane
economiche, finanziarie, culturali, tecnico-scientifiche. Sono le direttrici
lungo le quali si muove la riorganizzazione del dicastero guidato da Franco
Frattini, appena firmata dal presidente della Repubblica, che dovrebbe essere
operativa entro la fine di luglio, all'annuale conferenza degli ambasciatori.
«Dal punto di vista del business il cardine della riforma
è costituito dalla nascita della direzione generale per il sistema Paese», spiega
al Mondo il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Giampiero Massolo.
In sostanza, «è una sorta di sportello unico dove gli imprenditori ma anche
i promotori culturali pubblici e privati hanno di fronte personale qualificato,
portatore di una visione strategica complessiva». «Così», sottolinea il diplomatico,
«l'interessato non ha più bisogno di rivolgersi una per una alle sedi estere
di cui ha bisogno per il suo progetto di internazionalizzazione».
La nuova direzione generale avrà un carattere di gestore
di rete. «Disponiamo all'estero di oltre 300 postazioni, tra ambasciate, consolati,
istituti di cultura, unità tecniche locali per la cooperazione: si tratta di
metterle a regime», rileva Massolo, «con la consapevolezza
che il rappresentante diplomatico deve potenziare il suo ruolo di perno del
sistema Paese». Si è investito, quindi, nella formazione del personale, «in
maniera che l'imprenditore all'estero possa trovare rappresentanti meglio preparati
ad aiutare le aziende e consapevoli che i servizi prestati alle imprese e ai
cittadini sono parte integrante del lavoro del diplomatico moderno».
La riorganizzazione della Farnesina cade mentre l'Unione
europea organizza un proprio servizio diplomatico. In cinque anni saranno distaccati
nelle istituzioni comunitarie una cinquantina di diplomatici. I prossimi concorsi
permetteranno reclutamenti più abbondanti. Nuove spese, dunque, ma i tagli al
bilancio non preoccupano: la riforma verrà ripagata dalla riduzione delle direzioni
generali (da