RASSEGNA STAMPA
“Cattolici perseguitati e in minoranza ma è un assassinio
difficile da capire”
“Monsignor Padovese aiutava
i cristiani ad avere più diritti”
TORINO - Padre Bernardo Cervellera,
missionario del Pontificio Istituto Missione Estere, è direttore dell’agenzia
giornalistica "Asia News". Quattro anni dopo la morte di Don Santoro,
freddato con un colpo di pistola mentre pregava nella chiesa di Santa Maria
a Trebisonda, un nuovo lutto per
«E’ difficile capire le motivazioni di questo assassinio.
L’uomo fermato collaborava con lui da tempo, era una persona fidata anche se
nell’ultimo periodo era depresso, violento. Non posso legare immediatamente
l’assassinio di Don Santoro con quello di Monsignor Padovese, ma lì
Quali sono le difficoltà per i cristiani ad Ankara?
«I cristiani in Turchia sono una minoranza piccolissima,
senza nessun diritto se non quello alla sopravvivenza. Non possono essere una
personalità giuridica, per cui non possono avere chiese, ospedali e scuole.
Tutto l’impegno di missione, di testimonianza, è frenato».
Chi era Monsignor Padovese?
«Era un uomo di cultura, pacifico, gioviale, che aveva
buonissimi rapporti con tutte le altre Chiese cristiane. Padovese
aiutava a vivere non solo i cattolici, ma anche i cristiani di altri riti e
confessioni».
Quali erano i suoi rapporti con il mondo musulmano?
«Ha sempre avuto un grande amore per gli islamici. Diceva
che la nostra apertura nei loro confronti va testimoniata perché anche i musulmani
possano fare la stessa cosa. Era un uomo apertissimo al dialogo, che organizzava
convegni tra intellettuali e convegni di religioni diverse. Allo stesso tempo,
però, cercava continuamente garanzie allo Stato per la libertà religiosa».
Come?
«Insisteva perché