INFORM - N.107 - 3 giugno 2010


LIBRI

Presentazione del libro di Claudio Fracassi alla Casa della Memoria e della Storia di Roma

“Il romanzo dei Mille”

 

ROMA – “Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi sarà presentato il 4 giugno a Roma, presso la Casa della Memoria e della Storia, alle ore 18 (Via San Francesco di Sales, 5).

Interverranno Annita Garibaldi, Lucio Villari, Walter Veltroni,Vittorio Cimiotta, Massimo Rendina. Moderatore Paolo Masini.

La ricostruzione della più incredibile impresa militare del Risorgimento Italiano. Come è potuto accadere che 1089 volontari male armati scompaginassero, dallo sbarco a Marsala all’insurrezione di Palermo, l’esercito borbonico, numericamente tra i più forti d’Europa? Il libro (edito da Mursia nel 2010) ripercorre – a cominciare dallo scambio di messaggi cifrati alla vigilia della partenza da Quarto - la scena e i retroscena dell’impresa garibaldina giorno per giorno, battaglia per battaglia, raccontandone i complicati rapporti con la popolazione e con i picciotti. Nello stesso tempo, descrive dall’interno il crollo del potere borbonico in Sicilia.

 I Mille erano una compagine decisamente eterogenea per provenienza, ceto sociale e motivazione: i numerosi erano gli esuli siciliani; moltissimi i ragazzi lombardi, toscani, veneti, partiti per “liberare il Sud”. Il libro narra le storie di molti di loro.

Secondo un garibaldino c’erano, tra i mille, “il patriota sfuggito alle galere, il siciliano in cerca della patria, il poeta in cerca d’un romanzo, l’innamorato in cerca dell’oblìo, il miserabile in cerca d’un pane, l’infelice in cerca della morte”. 150 anni dopo, l’avventurosa spedizione viene ricostruita con scrupolo documentale, utilizzando come fonti le memorie dei volontari garibaldini – spesso inedite o dimenticate negli archivi e nelle biblioteche specializzate -, le corrispondenze riservate dei diplomatici e dei ministri, i messaggi dei militari borbonici, i racconti di uno dei cappellani dell’esercito di Francesco II. Per una gran parte della diplomazia europea i mille erano “una banda di filibustieri”.

Scrisse in una lettera ai genitori un giovanissimo volontario: “Ci hanno tacciati di essere facinorosi, pazzi, gente che non ha nulla da perdere. Adesso che tutto è riuscito battono le mani e plaudono ai giovani eroi”. Anche Cavour, il grande tessitore del Regno del Nord  aveva definito “folle” l’avventura di Garibaldi che ancora oggi, passato il periodo del mito storico, è oggetto di polemiche da parte di intellettuali e politici nostalgici del Regno del Sud. (Inform)

 

 


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