LIBRI
Presentazione del libro di Claudio Fracassi alla Casa della Memoria e della
Storia di Roma
“Il romanzo dei Mille”
ROMA – “Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi sarà
presentato il 4 giugno a Roma, presso
Interverranno Annita Garibaldi,
Lucio Villari, Walter Veltroni,Vittorio Cimiotta, Massimo Rendina. Moderatore
Paolo Masini.
La ricostruzione della più incredibile impresa militare
del Risorgimento Italiano. Come è potuto accadere che 1089 volontari male armati
scompaginassero, dallo sbarco a Marsala all’insurrezione di Palermo, l’esercito
borbonico, numericamente tra i più forti d’Europa? Il libro (edito da Mursia
nel 2010) ripercorre – a cominciare dallo scambio di messaggi cifrati alla vigilia
della partenza da Quarto - la scena e i retroscena dell’impresa garibaldina
giorno per giorno, battaglia per battaglia, raccontandone i complicati rapporti
con la popolazione e con i picciotti. Nello stesso tempo, descrive dall’interno
il crollo del potere borbonico in Sicilia.
I Mille erano una compagine decisamente eterogenea
per provenienza, ceto sociale e motivazione: i numerosi erano gli esuli siciliani;
moltissimi i ragazzi lombardi, toscani, veneti, partiti per “liberare il Sud”.
Il libro narra le storie di molti di loro.
Secondo un garibaldino c’erano, tra i mille, “il patriota
sfuggito alle galere, il siciliano in cerca della patria, il poeta in cerca
d’un romanzo, l’innamorato in cerca dell’oblìo, il
miserabile in cerca d’un pane, l’infelice in cerca della morte”. 150 anni dopo,
l’avventurosa spedizione viene ricostruita con scrupolo documentale, utilizzando
come fonti le memorie dei volontari garibaldini – spesso inedite o dimenticate
negli archivi e nelle biblioteche specializzate -, le corrispondenze riservate
dei diplomatici e dei ministri, i messaggi dei militari borbonici, i racconti
di uno dei cappellani dell’esercito di Francesco II. Per una gran parte della
diplomazia europea i mille erano “una banda di filibustieri”.
Scrisse in una lettera ai genitori un giovanissimo volontario:
“Ci hanno tacciati di essere facinorosi, pazzi, gente che non ha nulla da perdere.
Adesso che tutto è riuscito battono le mani e plaudono ai giovani eroi”. Anche
Cavour, il grande tessitore del Regno del Nord aveva definito “folle”
l’avventura di Garibaldi che ancora oggi, passato il periodo del mito storico,
è oggetto di polemiche da parte di intellettuali e politici nostalgici del Regno
del Sud. (