MEDIO ORIENTE
Randazzo (Pd) sul blitz delle forze armate israeliane
“Mi aspetto dalle componenti della numerosa
presenza italiana in Israele segnali d’allarme per fatti sempre più destabilizzanti”
ROMA - “Le democrazie del mondo non possono restare indifferenti al micidiale colpo contemporaneamente inferto alle speranze di pace in Medio Oriente e all’onore dei governanti di Tel Aviv”. Lo afferma il senatore del Pd Nino Randazzo, eletto nella ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide, in relazione all’attacco israeliano alla flottiglia filo-palestinese diretta a Gaza che ha provocato numerose vittime.
“Oggi le solenni condanne verbali internazionali del feroce episodio – prosegue il parlamentare d’opposizione – suonano piuttosto patetiche e vane perché le nuove vittime, le quali vanno ad aggiungersi a quelle del non lontano massacro di Gaza, invece di far travasare nelle cancellerie e nell’opinione pubblica dei Paesi occidentali una misura già colma, stanno servendo da tema di nuovo ed eterno dibattito su accuse e contraccuse che ancora una volta approderanno a un’ennesima inconcludente inchiesta e un ulteriore colpo di spugna a una mostruosa incoscienza politica”.
“Nel frattempo – afferma Randazzo – le correnti dell’estremismo fondamentalista e terrorista del mondo islamico ringraziano, dal momento che si sono appropriati, a diabolico abuso odierno, dell’antico concetto cristiano del sangue dei martiri che genera nuovi adepti”. Per l’esponente Pd oltre “all’insensatezza di prevenire con un violento intervento armato un gruppo internazionale di pacifisti che intendevano portare aiuti umanitari all’accerchiata popolazione di Gaza, va ravvisato nella vicenda anche un profilo italiano di interessi e preoccupazioni. E non solo per la presenza di sei cittadini italiani nel gruppo sotto attacco. L’Italia, infatti, - prosegue - per il suo posizionamento geopolitico resta tra le nazioni europee più esposte, in termini della sua stessa sicurezza interna, ai contraccolpi della turbolenza mediorientale, e paga un ben identificabile contributo di sangue, come dimostrato dai nostri caduti e feriti in Iraq e Afghanistan, oltre che un pesante costo economico dei suoi contingenti militari all’estero”.
“Ora pertanto
– conclude Randazzo – è impensabile che le componenti della numerosa presenza
italiana in Israele, istituzionale e civile, non facciano pervenire all’opinione
pubblica, al governo, al Parlamento, alle organizzazioni politiche d’Italia,
segnali d’allarme per i fatti sempre più destabilizzanti e devastanti nel conflitto
israelo-palestinese, e sollecitazioni per una più incisiva iniziativa di assistenza,
intermediazione e pacificazione nella regione dove sono morte pietà e giustizia”.
Se la reazione del ministro Frattini, il quale ha definito “errore inesplicabile,
la sproporzionata azione militare israeliana”, viene definita apprezzabile da
Randazzo, non così quella del sottosegretario Mantica “che cerca attenuanti
per l’efferata operazione in alto mare richiamandosi alla presunta provocazione
di assolutamente inermi pacifisti”. Ma più di tutto occorrerebbero, conclude
il senatore Pd “concreti aiuti umanitari italiani via mare, aria o terra alla
martoriata popolazione di Gaza”. (