CONFERENZA UE-BALCANI
Per Frattini la stabilizzazione della regione
passa attraverso l’avvicinamento all’Unione Europea
ROMA - L'adesione all'Unione europea di tutti i paesi dei Balcani occidentali resta l'obiettivo comune dell’Ue e della regione balcanica. E’ quanto si afferma nel documento finale della conferenza Ue-Balcani svoltasi a Sarajevo e alla quale per l'Italia ha partecipato il ministro Franco Frattini. “I paesi dei Balcani occidentali devono intensificare gli sforzi per soddisfare i criteri necessari e le precondizioni stabilite per l'ingresso nella Ue”, si legge nel documento diffuso dalla presidenza spagnola dell'Unione, sotto la cui egida si è tenuta la riunione di Sarajevo. I Balcani occidentali - si sottolinea nel documento finale - hanno di fronte serie sfide relative allo stato di diritto, alle riforme del sistema giudiziario e amministrativo e alla lotta contro corruzione e criminalità organizzata.
Questi problemi
sono cruciali per il funzionamento della democrazia e dell'economia, e fanno
parte delle precondizioni per l'ingresso nell'Unione europea. E’ stata la prima
volta di Serbia e Kosovo: i ministri degli Esteri Vuk Jeremic e Skender Hyseny
erano seduti allo stesso tavolo - identificati solo dal nome e non dal Paese
- assieme ai colleghi dei 27, dei Paesi dell'area e dei rappresentanti di Usa,
Russia e Turchia: “Kosovo e Serbia hanno simbolicamente ripreso a parlarsi attorno
allo stesso tavolo. Mi auguro che questo sia l'antipasto di una ripresa di impegno
di entrambi al dialogo bilaterale”, ha commentato il ministro Frattini che ha
fortemente voluto
A chi, tra i 27,
obietta che la crisi rende più difficile un ulteriore allargamento, Frattini
risponde che “non ci possiamo permettere il lusso di lasciare in mezzo all'Europa
un'area debole economicamente e politicamente” e auspica che