INFORM - N. 107 - 3 giugno 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Scotti riferisce in Aula sull’attacco israeliano contro le navi del convoglio umanitario diretto a Gaza

Tornerà oggi pomeriggio l’ultimo attivista italiano ancora a Tel Aviv

“Abbiamo votato contro al testo dell’Onu che chiedeva un’inchiesta internazionale perché era troppo squilibrato e si prestava a strumentalizzazioni”

 

ROMA- “Israele è un Paese democratico in grado di condurre un’inchiesta indipendente che non sia necessariamente internazionale”. Lo ha affermato oggi alla Camera il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti nel corso dell’informativa urgente del Governo sull’azione condotta da militari israeliani nei confronti di una nave recante aiuti umanitari diretta a Gaza che ha causato la morte di dieci civili. Con queste parole Scotti ha spiegato le ragioni del voto contrario dell’Italia alla risoluzione che ha chiesto una missione d’inchiesta internazionale, approvata dal Consiglio dell’Onu per i diritti umani. Il sottosegretario ha puntualizzato come il no del nostro paese si prefigga di evitare un testo di condanna troppo squilibrato che potrebbe dare adito a strumentalizzazioni politiche.

Il sottosegretario ha comunque precisato che l’Italia sottoscrive lo “statement” dell’altro ieri del Consiglio di sicurezza dell'Onu che chiede un’inchiesta “rapida, completa, imparziale e credibile”.

Per quanto riguarda l’operazione israeliana contro la Freedom Flotilia, Scotti ha ricordato come il governo italiano ritenga necessario e doveroso accertate tutte le responsabilità di questa azione militare che appare viziata da gravi errori di pianificazione, non contemplando una possibile resistenza da parte degli attivisti a bordo della nave turca Marmara. Un uso sproporzionato della forza, quello dell’esercito israeliano,  che è stato condannato da tutto il mondo.

Scotti ha infine annunciato che oggi pomeriggio tornerà in Italia, insieme al sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, l’ultimo attivista italiano fermato nel corso dell’operazione militare israeliana, Manolo Luppichini, che era rimasto a Tel Aviv perché privo di passaporto. Un problema che è stato risolto dall’Ambasciata d’Italia con il rilascio di un documento sostitutivo. Gli altri cinque italiani sono già rientrati.

Scotti ha anche preannunciato un’audizione, volta ad approfondire le implicazioni politiche della vicenda, del ministro degli Esteri Frattini davanti alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato. (Inform)

 


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