MEMORIA
Alla Casa della Memoria e della Storia di Roma
Storie di deportate italiane nel lager di Ravensbrück
ROMA –“Non perdere la speranza. La storia di due sorelle
in lager” : il libro di Maria Camilla Pallavicino
di Ceva e di Priola sarà
presentato il 3 giugno presso la “Casa della Memoria e della Storia” di Roma
alle ore 17.30.
Due documenti rappresentano il cuore del libro (ed.Dell’Orso, 2009): un dattiloscritto inedito sulla deportazione
a Ravensbrück, redatto negli anni ‘70 ma sulla base
di appunti precedenti, e un sorprendente libricino di 150 pagine: preziosi fogli
sui quali di sera Maria Camilla annotava con precisione le ricette raccontate
dalle altre prigioniere. Si tratta di un documento unico nel suo genere: parlare
di ricette era un po’ come sentirsi di nuovo a casa e in questo modo di rivivere
il passato, mantenendolo in vita, c'era un filo di speranza per il futuro. Dunque
anche uno strumento di resistenza e di trasgressione: non un passatempo qualunque,
ma un' inconsapevole quanto spontanea difesa psicologica che le donne utilizzavano
per sopravvivere e per preservare, dalla tremenda quotidianità che erano costrette
a vivere, frammenti importanti d'identità e di femminilità.
Presenterà il libro la prof.ssa Elisabetta Bolondi.
In apertura, sarà proiettato il documentario “Le
rose di Ravensbrück - Storia di deportate italiane”
(Italia 2006), regia di Ambra Laurenzi, prodotto dall'Aned
e dalla Fondazione Memoria della Deportazione per ricordare le oltre 900 donne
italiane deportate a Ravensbrück.
Maria Camilla Pallavicino di
Ceva nasce a Torino l'8 gennaio 1923. Partigiana (brig. Val Mongia-Mondovì,
dal 30 novembre 1943, nome di battaglia “Camilla”), viene arrestata insieme
alla sorella Maria Alessandra il 24 aprile