INFORM - N. 106 - 1 giugno 2010


INTERVENTI

Eugenio Marino partecipa a Francoforte alla manifestazione contro i tagli e il rinvio delle elezioni dei Comites

Per il responsabile per gli italiani all’estero del Pd c’è ancora tempo per rivedere la decisione e convocare le elezioni entro giugno, per poi riprendere il percorso di riforma di Comites e Cgie

 

FRANCOFORTE – Anche Eugenio Marino, responsabile per gli italiani nel mondo del Partito democratico, ha partecipato sabato a Francoforte alla manifestazione contro i tagli alle risorse per gli italiani all’estero e il rinvio delle elezioni dei Comites.

“Stiamo assistendo a un vero e proprio processo di svuotamento delle comunità italiane all’estero – ha detto Marino intervenendo all’iniziativa - che non è il frutto del caso, ma di una visione distorta della presenza italiana nel mondo: gli italiani all’estero, i loro organismi di rappresentanza e i capitoli di spesa ad essi dedicati sono considerati come un costo improduttivo e anacronistico a carico dello Stato”.

Proprio questa considerazione, secondo Marino, sarebbe alla base del taglio delle risorse oggi contestato. Il rinvio del rinnovo dei Comites, ulteriormente posticipato, rivelerebbe inoltre un tentativo in atto di “sminuire il ruolo della rappresentanza” dei connazionali all’estero, “parlamentari compresi”.

Tra gli effetti dei tagli segnalati dall’esponente Pd “l’azzeramento dei corsi di lingua e cultura italiana, cioè l’anima del Paese e il filo conduttore tra le diverse generazioni e l’Italia, oltre che il volano della proiezione e conoscenza dell’Italia nel mondo. Tutti i Paesi moderni – ammonisce poi Marino - conquistano spazi e autorevolezza all’estero non più con le armi, ma investendo nel mercato soprattutto attraverso la cultura”.

Deprecati dal responsabile del Pd per gli italiani all’estero anche i tagli all’assistenza, che “penalizzano gravemente una fetta si minoritaria di cittadini, ma quella più indifesa e bisognosa, che non può essere lasciata sola e al mercato”.

“Si sta mortificando – prosegue Marino - il ruolo dei Comites e del Cgie prorogandone di tre anni il rinnovo e questo continuo rinviare, fino quasi a raddoppiarne la durata legalmente riconosciuta, lascia intendere che la loro funzione istituzionale, democratica e sostanziale non è importante”. “Si vuole barattare il rinnovo dei Comites con l’approvazione di una proposta di riforma degli stessi Comites e del Cgie – avverte Marino - che nessuno vuole; un ricatto inaccettabile perché già nel 2003 si rinviarono le elezioni dei Comites, adducendo a motivazione la necessità di una loro riforma vista l’introduzione del voto e della rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero, cosa che si dice anche oggi”. L’aspetto paradossale consisterebbe ora nel fatto che “quella riforma – ricorda Marino – è stata fatta. In quanto al Cgie, già qualche anno fa erano state date delle linee di autoriforma dalle quali si poteva partire. Invece non se ne è tenuto conto e si è andati in tutt’altra direzione”.

Per l’esponente Pd ci sarebbe tuttavia ancora la possibilità per il governo di rivedere questa decisione: “C’è ancora tempo, - spiega - se solo si ha la buona volontà di ascoltare e dialogare senza ricatti. Si vada al voto e poi si riprenda con la giusta saggezza e i giusti tempi il percorso della riforma del Cgie partendo proprio dalle linee di autoriforma che lo stesso Cgie ha tracciato. C’è ancora tempo per convocare entro giugno le elezioni”.

Marino rivolge quindi una critica ai parlamentari del Pdl eletti all’estero: “Mi sarei aspettato che questi ultimi – afferma  - avessero votato non contro il decreto, ma almeno a favore degli emendamenti contro il rinvio”.

“In questa direzione si è impegnata, insieme a tutti i parlamentari del Pd, - ricorda Marino - persino il vice presidente della Camera, Rosi Bindi, per presentare un emendamento che, coerentemente con quanto detto alla plenaria del Cgie, chiedeva l’annullamento del rinvio delle elezioni”.

Marino rivolge anche un invito al Sottosegretario Mantica, affinché, guardando a Francoforte, accolga le “richieste sensate e ragionate” qui formulate e “assuma un atto di responsabilità nei confronti degli italiani all’estero”, ascoltando “il mondo che è stato chiamato a rappresentare”. “Nessuno – precisa Marino - interpreterà l’annullamento del rinvio delle elezioni dei Comites come un suo passo indietro o una sua sconfitta”  

In caso contrario, conclude l’esponente Pd, “sarà legittimo per tutti pensare c’è un disegno politico tendente a smantellare l’intera rete degli italiani nel mondo: dalle politiche che li riguardano alle rappresentanze che si sono dati in decenni di battaglie e di rivendicazioni”. (Inform)

 


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